La pasta venduta dalle grandi marche italiane di prodotti alimentari risulterebbe contaminata. L'allarme, divenuto virale in un lampo, è stato lanciato dalla associazione GranoSalus. Per fortuna non ha nessun valore. Don, glifosato e cadmio sono le principali sostanze che contaminerebbero la nostra pasta. Nonostante nelle etichette dei prodotti sia riportato che il grano utilizzato sia al 100% italiano, questa sarebbe la prova che la pasta è stata prodotta in Canada. Tutte le aziende coinvolte si sono subito mosse per pubblicare smentita, alcune hanno già citato in giudizio GranoSalus per diffamazione.

Percentuali nella norma. La microtossina definita "don" è l'elemento che più di tutti dovrebbe reggere l'insinuazione che il grano sia stato importato dal Canada. In realtà questa si trova anche in quello italiano. Sono le condizioni di umidità ed il periodo a decretare la possibilità di trovare percentuali di questa sostanza nel grano, la quale oltre a questo non è presente in quantità superiori a quelle previste dalle norme dell'Unione europea, come invece GranoSalus sostiene, questo perché si fa riferimento ai limiti riguardandi i bambini sotto i 36 mesi. Si presume quindi che non vi sia differenza tra i prodotti destinati agli adulti e quelli per bambini, il che è palesemente falso. Torna anche il tormentone del glifosato, spauracchio alimentare di cui avevamo già trattato. Anche riguardo a questo diserbante le quantità sono tenute sotto controllo e non è del tutto chiaro se e quanto possa essere pericoloso per la nostra salute. Bufale riguardanti il glifosato e altre sostanze hanno colpito persino la birra. Lo stesso discorso possiamo farlo anche per il cadmio.

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Gli spaghetti sotto attacco. In sostanza si parla di pasta secca, sono soprattutto gli spaghetti l'alimento maggiormente colpito. Stando al regolamento europeo 1881/2006 il limite per le microtossine – riferito agli adulti – è stato fissato a 750 µg/kg. Nessuno dei valori riportati dall'associazione lo supera. Per ulteriori approfondimenti sui dati riportati nella tabella di GranoSalus suggeriamo la lettura dell'analisi effettuata dal collega David Puente.