Un team di cardiologi del Massachusetts General Hospital e della Harvard Medical School di Boston ha scoperto che il legame tra stress cronico e patologie cardiovascolari risiederebbe nell'attività metabolica dell'amigdala, una porzione del sistema limbico del nostro cervello deputata alla gestione delle emozioni. Per giungere a questa conclusione, i ricercatori coordinati dal professor Ahmed Tawakol hanno analizzato i dati provenienti da due distinti studi, uno di grandi dimensioni, che ha coinvolto circa 300 pazienti del Massachusetts General Hospital tra gennaio 2005 e dicembre 2008, e un altro di tipo trasversale con meno partecipanti.

Nel primo studio il team ha monitorato i pazienti con un'età media di 55 anni attraverso scansioni e risonanze del cervello, della milza, del midollo osseo e delle arterie. Durante il periodo di follow-up, 22 di essi hanno sperimentato un evento cardiovascolare; in tutti è stata riscontrata un'intensa attività dell'amigdala, che a sua volta era associata a un aumento dell'attività del midollo osseo (produzione di globuli bianchi) e a infiammazioni delle arterie. Nello studio trasversale basato su test psicometrici, l'equipe di cardiologi ha scoperto che chi soffriva di stress cronico mostrava anche un'elevata attività dell'amigdala, oltre che evidenze di infiammazione nelle arterie; da qui l'associazione tra questa parte del cervello e le patologie cardiovascolari. L'amigdala è coinvolta principalmente nella gestione della  paura, stimolando il rilascio degli ormoni come l'adrenalina e la noradrenalina che ci preparano alla reazione di combattimento o fuga.

Lo stress cronico viene da tempo associato al rischio di eventi cardiovascolari, e benché le ragioni non siano mai state del tutto chiarite, spesso si è spiegato che esso potesse essere una sorta di volano per i principali fattori di rischio come l'alcol e il fumo. Le persone stressate, infatti, spesso abusano di questi vizi proprio per ridurre i livelli di stress. I dettagli del nuovo studio americano, che richiederà ulteriori accertamenti, sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica The Lancet.

[Foto di Shivmithyu]