Un team di ricerca della Harbin Medical University (Cina), lo stesso che intende eseguire il primo trapianto di testa e del quale fa parte il chirurgo e neuroscienziato italiano Sergio Canavero, ha reciso e ricollegato il midollo spinale in alcuni topi, che in seguito a un trattamento di riabilitazione sono tornati a deambulare dopo 28 giorni. Il controverso esperimento rappresenta proprio un tassello per arrivare al trapianto di testa nell'uomo, un'operazione ritenuta impossibile e con troppe incognite da larghissima parte della comunità scientifica.

I ricercatori, dopo aver reciso il midollo spinale a quindici animali al livello della vertebra toracica T10, ne hanno trattati nove con una speciale ‘colla' composta da glicole polietilenico (PEG), un polimero che ha numerose applicazioni commerciali. I sei topi restanti del gruppo di controllo sono stati invece trattati con una semplice soluzione salina. A tutti gli animali sono stati somministrati antibiotici per 72 ore, dopo l'intervento.

Dei nove esemplari del gruppo PEG uno è morto poco dopo l'operazione, mentre gli altri otto sono tornati a camminare – e senza effetti collaterali – al ventottesimo giorno, benché siano morti poco dopo. Tra questi topi, in due hanno acquisito una capacità di deambulazione che gli scienziati hanno definito “fondamentalmente normale”. Nessun topo del gruppo di controllo ha invece riacquisito le funzioni motorie. L'obiettivo dei ricercatori non era mantenere in vita gli animali, ma dimostrare che un midollo spinale danneggiato può essere ‘riagganciato' e donare nuovamente la capacità di movimento. Un risultato significativo soprattutto nel trattamento delle paralisi spinali, anche se lo scetticismo della comunità scientifica è elevato.

Le scansioni hanno dimostrato che, grazie al glicole polietilenico, il midollo spinale è risultato ricostruito, inoltre nei topi non sono emerse sindromi del dolore, uno degli aspetti che preoccupa maggiormente gli studiosi. Il prossimo passo del team di Canavero, che ha pubblicato i dettagli della ricerca su CNS Neuroscience and Therapeutics, sarà l'esecuzione dello stesso esperimento con i cani, un altro tassello per giungere – probabilmente entro la fine dell'anno – al primo tentativo di trapianto di testa nell'uomo. Per i detrattori la riuscita di una simile operazione sarebbe impossibile per varie: dal mantenere vitale la testa durante l'intervento alla risposta del sistema immunitario – che potrebbe essere catastrofica -, passando poi proprio al collegamento del midollo spinale.

[credit REN ET AL/CNS NEUROSCIENCE AND THERAPEUTICS/WILEY]