Pur non avendo il medesimo ruolo primario riscontrabile in molti animali, nella nostra specie l'olfatto rappresenta comunque uno dei sensi fondamentali, aiutandoci ad esempio a comprendere con maggior precisione l'ambiente circostante, ad apprezzare ciò che mangiamo – è infatti correlato al senso del gusto – e a rafforzare lo strettissimo legame tra madre e neonato. Com'è noto, anche un semplice raffreddore può avere un impatto sgradevole sull'olfatto, ma esistono diverse disfunzioni e patologie che ne alterano completamente la percezione, come la cacosmia, una fastidiosa condizione clinica nella quale si percepiscono cattivi odori dal naso. Ecco cos'è e come si manifesta.

Cos'è la cacosmia.

Il termine cacosmia deriva dal greco (kakos – cattivo; osme – olfatto) e si riferisce a una condizione clinica nella quale vengono percepiti odori sgradevoli dal naso; questi ultimi possono essere reali o del tutto immaginari.

Cacosmia oggettiva.

Nella cacosmia oggettiva i cattivi odori che si percepiscono sono reali e dunque siamo innanzi a un vero e proprio stimolo olfattivo. Le ragioni per cui si soffre di una tale condizione sono molteplici e spaziano da semplici riniti allergiche sino a casi più gravi, come infezioni e tumori dell'epitelio deputato a captare le sostanze volatili nell'aria. Nell'ozena nasale, una rinite cronica che porta a un'estesa atrofia della mucosa, la cacosmia rappresenta un sintomo comune. Anche infezioni batteriche o fungine del cavo orale, tonsilliti, sinusiti e problemi del tratto respiratorio superiore possono sfociare nella fastidiosa percezione di odore sgradevole, spesso assimilabile a quello di “marcio”. In alcuni soggetti predisposti essa può scaturire anche da eccessivo sforzo fisico, disturbi ormonali e da una dieta non equilibrata, inoltre possono soffrirne anche le donne in gravidanza.

Cacosmia soggettiva.

A differenza della variante oggettiva, gli odori percepiti nella cacosmia soggettiva sono del tutto immaginari e legati ad altri disturbi, che abbracciano sia il campo psichiatrico che quello neurologico. Lesioni e tumori dell'area cerebrale possono scatenare la percezione di cattivi odori, come ad esempio quello di bruciato, ma le allucinazioni olfattive sono molto spesso collegate a fenomeni di tipo psicotico. Chi soffre di crisi epilettiche avverte spesso cattivi odori. Quando gli odori non sono sgradevoli ma semplicemente alterati la disfunzione prende il nome di disosmia.

Diagnosi e trattamento.

Recarsi dal medico quando si soffre di cacosmia è altamente consigliabile, dato che, come abbiamo visto, essa può scaturire da patologie anche gravi. La diagnosi può essere fatta con un esame accurato della rinofaringe, attraverso tamponi nasali e del cavo orale, endoscopie e in determinati casi anche con la tomografia computerizzata. I trattamenti sono estremamente vari e dipendono dalla fonte della percezione alterata; da semplici antimicotici, antistaminici e antibiotici sino all'intervento chirurgico.

[Foto di fiorellaq osbourne]