I catastrofisti ed appassionati di profezie relative al 2012, anche per questa volta, dovranno rassegnarsi al fatto che si tratterà di un fenomeno che avrà poche ripercussioni sulla Terra, tutte nell'ordine di qualche lieve problema che non influirà sulle sorti collettive; ma per tutti quanti non stanno sognando la imminente fine del nostro pianeta, certamente la notizia dell'eruzione in atto sul Sole conserva intatto il suo fascino, anche se non è l'annuncio di eventi apocalittici. Perché tutto quello che accade nei cieli non può non aprire la mente a sogni, immaginazione e volontà di conoscere.

L'intensa tempesta geomagnetica, la più forte degli ultimi cinque anni stando a quanto dichiarato in proposito dagli esperti, sarebbe in viaggio verso il nostro pianeta proprio in queste ore. Dopo una potente eruzione solare, registrata nel corso della notte tra il 6 ed il 7 marzo, la materia espulsa dalla corona della nostra stella è partita alla volta dell'universo ad una velocità che supera i sei milioni di chilometri orari; dall'incontro tra questo immenso sciame di particelle ed il campo magnetico terrestre, uno spettacolo garantito, a chi potrà vederlo, sarà quello di aurore boreali dalla bellezza fuori dal comune. Contemporaneamente, però, gli effetti del fenomeno potrebbero farsi sentire sulle reti elettriche, sulle trasmissioni radio, sui satelliti, sui sistemi GPS di alta precisione (utilizzati per eseguire rilievi topografici, ad esempio, e non quelli delle automobili ) al punto che non è escluso che alcune compagnie aree optino per una deviazione dalle proprie rotte polari: il tutto articolato in tre stadi successivi

Due eruzioni molto potenti hanno fatto sprigionare la materia dalla superficie solare: in particolare, nella fase iniziale queste si sono mosse alla velocità della luce giungendo fino alla Terra, causando il rischio di disturbi e blackout alle trasmissioni radio ad alta frequenza. Successivamente, in sostanza a partire da mercoledì, a raggiungere il campo magnetico sono state le radiazioni: i pericoli, in questo caso, potrebbero riguardare non solo le comunicazioni tra il nostro pianeta ed i suoi satelliti, ma anche l'equipaggio della stazione internazionale. Nella terza fase, quando la nube di plasma raggiungerà la Terra, già a partire dalla mattinata, i problemi potrebbero verificarsi anche per la rete elettrica (celebre il caso del Quebec nel 1989, quando una tempesta elettromagnetica lasciò sei milioni di persone senza corrente e provocò aurore boreali i cui bagliori furono visibili anche molti chilometri più a Sud). L'evento, per quanto suggestivo, non è infrequente nei cieli: l'ultima tempesta solare si è verificata appena poche settimane fa e fa parte del normale ciclo di attività della nostra stella, che ha una durata media di undici anni; ma questa, garantito, è di gran lunga più intensa.