L'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) ha diffuso i dati sulle temperature record raggiunte dal continente antartico, che mettono in luce ancora una volta l'impatto devastante dei cambiamenti climatici. Sebbene siano state divulgate soltanto oggi, queste temperature sono relative ad anni passati, e fanno riferimento a vari settori dell'intero territorio antartico. La più alta in assoluto fu registrata il 30 gennaio 1982 sulle isole Orcadi Meridionali (isola di Signy) dalla Signy Research Station; in quell'occasione la colonnina di mercurio toccò i 19,8° centigradi.

Il dato più preoccupante e che riguarda la principale massa continentale antartica è invece molto più recente; il 27 marzo 2015 la base di ricerca argentina Esperanza registrò ben 17,5° centigradi. Un altro valore significativo diffuso dal quartier generale della WMO di Ginevra è quello del plateau antartico, dove lo spessore dell'enorme massa di ghiaccio è pari o superiore a 2.500 metri. Qui il 28 dicembre del 1980 la temperatura raggiunse i – 7° gradi centigradi. Tutti i record registrati dalle stazioni di ricerca si sono verificati in concomitanza con l'afflusso di aria calda, il fenomeno che preoccupa più gli scienziati.

“Le temperature che abbiamo annunciato oggi sono il limite assoluto di ciò che abbiamo misurato in Antartide”, ha sottolineato il glaciologo Randy Cerveny, docente presso la Arizona State University e membro del WMO. Se dovesse scongelare l'immensa massa di ghiaccio dell'antartico, dove è concentrato il 90 percento dell'acqua dolce presente sul nostro pianeta, il livello dei mari si alzerebbe di 60 metri sommergendo intere nazioni. Non è un caso che uno dei pericoli maggiori legati al riscaldamento globale sia proprio l'innalzamento del livello dei mari; già per la fine di questo secolo si stimano potenziali inondazioni catastrofiche sulle metropoli che affacciano sul mare, come New York, Los Angeles ma anche la nostra Venezia.

[Foto di robynm]