Torna alla ribalta una vecchia bufala estiva, grazie al contributo di ufologi e media locali. L'Ufo di Casalnuovo di Napoli vive così una seconda giovinezza, ma anche stavolta gli alieni non c'entrano. Per capirlo è stata sufficiente una semplice analisi fotografica, mettendo a confronto due scatti dello stesso fenomeno.

Svistamento riciclato. E' stato segnalato per la prima volta al Cufom (Centro ufologico del Mediterraneo) lo scorso luglio. Per qualche ragione ignota torna a far parlare di sé la foto del presunto avvistamento, l'oggetto è stato immortalato sui cieli di Napoli in pieno giorno. In realtà si tratta solo di una macchia sul parabrezza dell'auto da cui è stata scattata la foto. Malgrado ci siano due testimoni si tratta delle stesse persone che hanno partecipato a produrre la fonte. I dati aneddotici non possono in nessun modo essere considerati delle prove, tanto più se riguardano affermazioni statisticamente irrilevanti.

Analisi fotografica. Esiste più di uno scatto. Scott Brando (Ufoofinterest) è così riuscito ad eseguire una semplice analisi fotografica isolando anche altre macchie e aloni presenti sul parabrezza dell'auto. I medesimi risultano in due scatti diversi, sono equidistanti alla macchia principale – quella ch'è stata scambiata dai testimoni per disco volante. L'Ufo quindi (oggetto voltante non identificato) fa presto a tramutarsi in un fenomeno perfettamente riconosciuto e per niente esotico.

UfoNapoli

I precedenti. Non è la prima volta che Napoli è stata interessata da sedicenti visite "dell'altro Mondo", come per il caso della "ciambella volante", di cui trovate maggiori dettagli anche qui. Parliamo sempre di un fenomeno perfettamente spiegabile con fenomeni terreni e banali.

Svistamento anche nella stampa locale. Come chiariscono meglio i quotidiani locali l'avvistamento si svolse a Casalnuovo di Napoli. Gli articoli si rifanno a quanto riportato dagli ufologi. Nessuno nota che si tratta solo di una banale macchia.

REPLICA DEL CUFOM

Il Cufom, nella persona del suo presidente Angelo Carannante, ha contattato la redazione di Fanpage.it per potersi avvalere del diritto di replica. Le obiezioni sull'analisi della nostra redazione sono sintetizzabili in due punti

  1. Le foto su cui si è basata l'analisi sono processate dal Web, ossia non sono gli originali, per cui non è possibile trarre conclusioni su di esse. Questa replica non tiene conto che a) le foto sono state inoltrate alla nostra redazione dal Cufom stesso, b) quand'anche la qualità di una foto venga degradata, essa ha comunque degli elementi parlanti (ad esempio l'equidistanza delle macchie); c) se non è possibile trarre conclusioni contro la tesi del Cufom, non lo è neppure pro. Credere diventerebbe un atto di fede verso chi ha dato la notizia per primo e di certo non è questo il senso del lavoro del Centro ufologico.
  2. Il movimento di quel punto sarebbe comprovato da un confronto tra le due foto fatto dal Cufom. Ma bisogna tenere presente che, per come sono conformati tutti i parabrezza, la base è più lontana della sommità all'osservatore (detto altrimenti, la parte superiore del vetro, dove si trova il punto, è più vicina alla nostra testa rispetto alla parte bassa). Questo vuol dire che la macchia è più vicina al fotografo di quanto lo sia il tergicristalli. Ora al lettore basterà porre un dito davanti ai suoi occhi e guardarlo confrontandolo con un punto dello schermo: spostandosi leggermente verso destra avrà l'effetto ottico di vedere il dito muoversi a sinistra rispetto al punto dello schermo. Insomma, il confronto tra le due foto, associato all'evidente spostamento del fotografo, è perfettamente conforme alla lettura che abbiamo dato con la nostra analisi: l'Ufo è solo una macchia sul parabrezza.