Un team di neuroscienziati e psicologi dell'Università di Friburgo (Germania) attraverso una serie di esperimenti ha determinato che quello della Gioconda è un sorriso e non un'espressione triste, mettendo la parola fine (o forse no) su uno dei dibattiti più accesi e appassionati tra gli storici dell'arte. Non è la prima volta che il volto della Monna Lisa, ritratta da Leonardo da Vinci tra il 1503 e il 1506, finisce in un'indagine di questo tipo; già nel 2006 ricercatori del Centro nazionale delle ricerche canadese (CNRC) avevano provato a dimostrare il suo sorriso, non interpretandone l'espressione, ma facendo emergere un dettaglio tenuto nascosto dal tempo e dalla vernice. Grazie a sofisticatissimi strumenti è stato infatti rilevato che la Monna Lisa indossa un velo di mussolina, all'epoca caratteristico delle donne appena diventate madri. Per questa ragione, secondo i ricercatori, l'espressione non può che essere un sorriso.

A suffragare questa ipotesi ci hanno pensato i colleghi tedeschi, che hanno sottoposto a 12 volontari alcuni test visivi nei quali era necessario interpretare non solo l'espressione del quadro originale, ma anche quella di alcune copie opportunamente ritoccate, con piccole modifiche ai lati della bocca per rendere il volto più o meno allegro. Nel primo esperimento, oltre a una copia del dipinto esposto al Museo del Louvre, sono stati sottoposti ai partecipanti otto facsimili, quattro più tristi e quattro più felici. A ogni sessione visiva le immagini venivano mescolate e i volontari dovevano fornire un'indicazione su ciò che osservavano. Nella quasi totalità dei casi, ovvero il 97 percento, l'espressione originale e quelle più allegre venivano indicate sempre come felici, inoltre i volti allegri erano individuati ben prima di quelli tristi, come se il cervello fosse predisposto per le espressioni positive.

Nel secondo esperimento sono stati mostrati altri otto facsimili, questa volta tutti con un'espressione più infelice di quella originale. Anche in questo caso il quadro di Leonardo da Vinci è stato giudicato il più felice del gruppo, ma nel complesso meno felice rispetto al test precedente. Questo perché, come enunciato dagli stessi studiosi, è il contesto a influenzare la percezione di chi osserva, un dettaglio che potrebbe non chiudere completamente il dibattito tra gli storici dell'arte. I ricercatori, che hanno pubblicato i risultati del curioso studio su Scientific Reports, hanno concluso ribadendo che l'espressione della Gioconda è molto meno ambigua di quel che si pensi, sebbene la percezione possa essere influenzata dal contesto.

[Immagine di wikipedia]