Nelle prime ore di mercoledì 7 gennaio parte della superficie del Sole era in tempesta. Un brillamento classificato del terzo livello, in una scala che va da uno a cinque, potrebbe aver causato sulla Terra intermittenze radio e malfunzionamenti nell'erogazione della corrente elettrica e dei dati inviati dai satelliti in orbita. Si è trattato dunque di una tempesta forte che in queste ore è in diminuzione. L'origine di questa espulsione di massa è ancora incerta. Come ha spiegato all'Ansa Mauro Masserotti, dell'Osservatorio Astronomico di Trieste dell'Inaif,

Le ipotesi sulla causa potrebbero essere due: o una nube di particelle emessa dal Sole che ha colpito la Terra oppure un flusso veloce di vento solare generato da un buco coronale, ossia una regione molto estesa dove i campi magnetici del Sole si proiettano all’esterno nello spazio interplanetario.

Uno degli effetti "piacevoli" dei brillamenti è la possibilità di osservare le aurore boreali. La forza di questa tempesta ha accresciuto la probabilità di farci assistere a questo fenomeno eccezionale non solo al Polo Nord, ma – come twittato da TheSunToday – anche nelle regioni più meridionali del Canada.