Chi è stato sottoposto a intervento chirurgico e soffre di emicrania, in particolar modo di quella con aura, ha un rischio maggiore di essere colpito da ictus, oltre che di finire nuovamente in ospedale per altre ragioni. Lo ha scoperto un team di ricercatori della prestigiosa Harvard Medical School di Boston, che ha analizzato i dati relativi a oltre 124 mila pazienti chirurgici operati tra gennaio 2007 e agosto 2014 al Massachusetts General Hospital.

Fra tutti i pazienti ospedalizzati, uomini e donne con un'età media di 52 anni, 771 (0,6 percento) sono stati colpiti da ictus, dei quali 89 (l'11.5 percento) aveva avuto una diagnosi di emicrania. Nella maggior parte dei casi (71) si trattava di emicrania con aura, una variante che si manifesta con una serie di sintomi sensoriali e visivi come flash luminosi, sfarfallio del campo visivo e sfocature. Talvolta può esserci anche una sintomatologia motoria con formicolio di un braccio e parte del viso, difficoltà a parlare e debolezza muscolare.

Gli studiosi, coordinati dal professor Matthias Eikermann, hanno determinato che ogni mille pazienti chirurgici ci sono stati 2,4 colpi apoplettici, con un tasso di rischio che saliva fino a 6,3 in caso di emicrania con aura. I dati sono stati confermati anche dopo aver isolato altri fattori di rischio quali l'indice di massa corporeo, il sesso, l'età e la presenza di patologie cardiovascolari notoriamente associate a una maggiore probabilità di essere colpiti da ictus. Oltre a questo, il team del professor Eikermann ha stimato che i pazienti affetti da emicrania avevano 1,31 possibilità in più di essere nuovamente ospedalizzati dopo l'intervento.

A causa dei dati raccolti e della grande diffusione dell'emicrania, che colpisce in media una donna su cinque e un uomo ogni quindici, gli studiosi della Harvard Medical School suggeriscono che essa debba essere presa seriamente in considerazione come fattore di rischio per l'ictus in tutti coloro che stanno per sottoporsi a intervento chirurgico. Sul banco degli imputati, oltre alla predisposizione genetica, vi sarebbero anche i farmaci vasopressori utilizzati per regolare il flusso sanguigno durante le operazioni. Non è la prima volta che l'emicrania viene associata ai colpi apoplettici, come dimostrano i risultati di un altro studio condotto dall'Università di Berlino in collaborazione con quella di Harvard. I dettagli della nuova indagine sono stati pubblicati sulla rivista scientifica The BMJ.

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