Un team di astronomi della Keele University di Newcastle ha scoperto un nuovo esopianeta appartenente alla famiglia dei cosiddetti ‘gioviani caldi', ovvero pianeti extrasolari con una massa simile o superiore a quella di Giove, ma con una distanza dalla stella di riferimento di molto inferiore. Se infatti Giove si trova a 5UA (unità astronomiche) dal Sole, ovvero a cinque volte la distanza media che separa il Sole dalla Terra (150 milioni di chilometri), un gioviano caldo solitamente si trova tra 0,5UA e 0,015UA. È in pratica vicinissimo alla propria stella, ed è per questa ragione che viene definito ‘caldo', a causa delle elevatissime temperature cui viene esposto.

Il nuovo esopianeta scoperto dagli scienziati britannici, coordinati dalla dottoressa Lorna Temple, è stato chiamato col poco elegante nome di WASP-167b/KELT-13b, con diretto riferimento alla sua stella ma anche alle missioni di osservazione che hanno permesso di individuarlo. Esse sono infatti la Wide Angle Search for Planets (WASP) e la Kilodegree Extremely Little Telescope (KELT). I dati furono raccolti in due sessioni differenti, tra il 2006 e il 2012 e il 2010 e il 2013, tuttavia solo nel 2016, attraverso lo spettrografo HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher) dell’ESO, è stato possibile confermare l'esistenza dell'esopianeta. La tecnica è sempre quella – collaudatissima – delle analisi del transito orbitale, la stessa che ha permesso di scoprire il Sistema Trappist-1, reso famosissimo dalla NASA in una conferenza dello scorso febbraio.

WASP-167b/KELT-13b ha una massa otto volte superiore quella di Giove, quindi era molto prossimo a diventare una cosiddetta nana bruna, mentre il raggio è circa 1,5 volte quello del “nostro” gigante. Il pianeta impiega soltanto un paio di giorni per completare un'orbita attorno alla stella, che è caratterizzata da un rapidissimo movimento rotatorio e da una massa superiore a quella del Sole del 60 percento. Per quanto affascinante, a causa delle sue caratteristiche questo esopianeta non può naturalmente essere contemplato tra i papabili per ospitare la vita. I dettagli sulla scoperta sono stati pubblicati nell'archivio online arXiv.org.

[Illustrazione di ESA]