Il cielo si riempie di più di 700 nuovi pianeti. Non che siano stati "creati" di recente, ma è di recente che l'uomo ha potuto provare la loro esistenza. Si tratta precisamente di esopianeti – pianeti fuori dal Sistema solare – che il telescopio spaziale Kepler della NASA ha rintracciato e che gli studiosi hanno potuto verificare adoperando una nuova tecnica di riconoscimento. Jason Rowe, l'astronomo della NASA che ha coordinato la ricerca, ha ricordato che "abbiamo studiato poco più di 1.200 sistemi, da cui siamo stati in grado di convalidare 719 pianeti". Si tratta di corpi celesti facenti sempre parte di sistemi multiplanetari, che secondo i ricercatori sono quelli per i quali il sistema di convalida è generalmente più affidabile. Per verificare la presenza di un pianeta, Kepler rileva il passaggio dei pianeti davanti alla rispettiva stella registrando la riduzione di luminosità.

Nella sua carriera da quando fu lanciato nel 2009, Kepler ha scoperto più di 3.500 possibili pianeti e, prima di poche ore fa, 246 mondi confermati. Ora sono saliti a più di mille e tra i nuovi corpi celesti sono emerse realtà riscontrate molto di rado. Vi è un piccolo mondo potenzialmente roccioso, uno strano sistema binario in cui ogni stella ha i suoi pianeti e sistemi che si sviluppano in uno spazio così ridotto che ogni pianeta esercita la propria forza gravitazionale sugli altri. Con un pizzico di rammarico, Rowe ha osservato che "tra tutti i pianeti convalidati abbiamo scovato ogni genere sistema planetario, tranne l'analogo perfetto della Terra".