Archeologi e paleoantropologi del Max Planck Institute di Lipsia hanno rinvenuto in Marocco i resti di quello che viene considerato il più antico Homo sapiens, riscrivendo così l'origine della nostra specie. La scoperta risulta particolarmente interessante per due ragioni: innanzitutto il sito del ritrovamento, una grotta presso Jebel Irhoud sulla costa atlantica del paese africano, ben lontana dall'Africa orientale, ritenuta dagli scienziati la “culla” dell'Homo sapiens. In secondo luogo per la datazione dei reperti, circa 300mila anni, più vecchia di 100mila anni rispetto ai fossili trovati a Omo Kibish in Etiopia, sino ad oggi ritenuti i più antichi per la nostra specie.

La cava in cui sono stati ritrovati i reperti: credit Shannon McPherron, MPI EVA Leipzigin foto: La cava in cui sono stati ritrovati i reperti: credit Shannon McPherron, MPI EVA Leipzig

I resti recuperati in Marocco, appartenenti a tre adulti, a un adolescente e a un bambino, sono composti da un cranio, una mandibola perfettamente conservata – il reperto più importante del lotto – e altri venti frammenti fra ossa e denti. Non tutti sono stati trovati di recente; alcuni risalgono infatti agli anni '60 del secolo scorso. Sono stati tutti datati attraverso una tecnica chiamata “termoluminescenza” – basata sul deposito delle radiazioni – applicata anche agli oggetti e alle altre ossa trovate nel sito, dalle schegge di pietra utilizzate per gli strumenti di caccia fino ai resti di alcuni animali. Le gazzelle molto probabilmente rappresentavano il piatto principale per questi nostri antichissimi antenati, ma nella grotta sono stati trovati anche resti di gnu, zebra e uovo di struzzo.

credit: Hublin / Ben–ncer / Bailey / et al./Naturein foto: credit: Hublin / Ben–ncer / Bailey / et al./Nature

Purtroppo, a causa dell'età avanzatissima dei reperti e del loro stato di conservazione, non è stato possibile effettuare analisi genomiche per confermare che si tratti effettivamente di Homo sapiens, tuttavia i ricercatori tedeschi e i colleghi di altri atenei che hanno collaborato, come l'Università di Bologna, sono certi del legame, sebbene altri studiosi siano scettici. Le ossa del volto suggeriscono che questi uomini avrebbero potuto tranquillamente confondersi con noi, se non fosse stato per il dettaglio del cranio, oblungo come un pallone da rugby e non sferoidale come il nostro. Ciò suggerisce che questi Homo sapiens non avessero il nostro intelletto. Nonostante il sito si trovi in Nordafrica, per gli autori dello studio l'Homo sapiens avrebbe avuto origine in tutto continente; all'epoca, infatti, non essendoci ancora il Sahara erano agevolate le migrazioni delle varie comunità di ominidi. I dettagli della scoperta sono stati pubblicati in due distinti studi sulla rivista scientifica Nature.

[Foto di NHM Londra]