L'urina a contatto con una particolare nano-polvere a base di alluminio genera idrogeno a un tasso estremamente elevato. È la straordinaria scoperta fatta da scienziati del Laboratorio di Ricerca dell'Esercito degli Stati Uniti, che stavano testando questo nuovo materiale proprio per ottenere una fonte di energia da sfruttare in casi eccezionali sul campo di battaglia. Molti dei dispositivi utilizzati dai moderni soldati hanno infatti bisogno di energia elettrica, ma in guerra non è sempre possibile ottenerla facilmente, dunque poterla generare in condizioni di emergenza è un vantaggio assolutamente da non sottovalutare per gli eserciti.

Nel mese di luglio gli scienziati coordinati dal dottor Kristopher Darling avevano scoperto che questa polvere, quando combinata con acqua, la scindeva e produceva idrogeno. Quest'ultimo è l'elemento più comune nell'Universo ed è un potenziale ‘carburante' per celle a combustibile di nuova generazione, che potrebbero far parte proprio dell'equipaggiamento bellico del futuro (e non solo). Gli scienziati hanno così iniziato a testare vari liquidi contenenti acqua per verificare i più efficienti e produttivi in termini di scissione. Con grandissima sorpresa hanno scoperto che l'urina è proprio uno di essi.

Il tasso di reazione risulta estremamente efficiente e rapido anche con un piccolo volume di materiale, dunque si tratta proprio la fonte che Darling e colleghi stavano cercando, essendo facilmente ottenibile in qualunque situazione. Gli scienziati non sono ancora certi delle ragioni per cui la polvere di alluminio funzioni così bene con l'urina, ma molto probabilmente la reazione è legata all'acidità e agli elettroliti tipici del liquido. “Il nostro obiettivo fondamentale è lo sviluppo e l'ottimizzazione dei materiali”, ha sottolineato Darling, e non a caso il suo team sta testando i possibili utilizzi anche di altri fluidi corporei, come ad esempio la saliva. Si tratta di tecnologia facilmente esportabile anche in ambito civile, è dunque possibile ipotizzare che in futuro potremo caricare i nostri dispositivi elettronici (anche) con l'urina.

[Credit: U.S. Army Research Laboratory]