Quando la mucosa nasale viene irritata dalla presenza di particelle estranee, come polveri o pollini, la reazione del nostro organismo – ma anche di quello di altri animali come il cane e il gatto – è l'atto dello starnuto, una fragorosa e violenta espulsione d'aria che serve a liberare le vie aeree. Gli starnuti possono essere innescati anche da altri fenomeni, e in alcuni soggetti, nel caso in cui il processo fosse continuo e reiterato, possono rappresentare una vera e propria condizione patologica e invalidante. Basti pensare alla storia di Katelyn Thornley, una dodicenne americana che arriva a starnutire dodicimila volte in un solo giorno, con tutto ciò che comporta sulla qualità della vita. Scopriamo dunque cos'è lo starnuto, da cosa può essere generato e quali sono i rimedi per contrastarlo.

Che cos'è lo starnuto.

Lo starnuto è una risposta naturale del nostro organismo, un atto riflesso del sistema respiratorio per espellere rapidamente aria dai polmoni. In parole più semplici, si tratta di un meccanismo di difesa per eliminare il più velocemente possibile corpi estranei o agenti patogeni, che vengono proiettati all'esterno attraverso una sorta di aerosol. Le particelle liquide, infatti, contengono anche piccole quantità di muco, che in base a un recente studio del MIT (Massachusetts Institute of Technology) possono propagarsi sino a otto metri di distanza. L'aria viene espulsa a una velocità che può raggiungere i 160 chilometri orari.

Da cosa nasce uno starnuto.

Quando si è ammalati di raffreddore, lo starnuto rappresenta uno dei sintomi più classici e, come già specificato, serve a espellere gli agenti patogeni dalle vie aeree; tuttavia le infiammazioni virali non sono l'unica ragione per cui si starnutisce. Attivato dalle fibre sensitive del nervo trigemino, che irradiano la mucosa nasale e non solo, esso può essere una risposta all'introduzione nell'organismo di particelle estranee come polveri, pollini e altre sostanze irritanti come il pepe. Si può starnutire anche a causa di una reazione allergica (la classica rinite) o in presenza di una forte fonte luminosa, come la luce del Sole: in questo caso si parla di starnuto riflesso fotonico o fotoptarmosi. Anche mangiare troppo può innescare degli starnuti, una condizione nota col termine inglese “snatiation”. Di casi patologici come quello della ragazzina americana, ne sono stati contati una quarantina in tutto il mondo.

Rimedi contro gli starnuti.

Provare a bloccare gli starnuti, come vedremo a breve, può causare seri problemi di salute, ma ciò non esclude la possibilità di ridurli o prevenirli. Tra i rimedi naturali migliori vi è la vitamina C, magari assunta attraverso una buona limonata, che grazie all'azione sull'istamina riesce a ridurre lo stimolo a starnutire. Validi anche gli integratori all'ortica. Per chi è allergico possono aiutare gli alimenti ricchi di aglio e altri accorgimenti, come passare spesso l'aspirapolvere, lavare con frequenza i filtri dei condizionatori d'aria e tenere puliti eventuali animali in casa.

Bloccare gli starnuti è pericoloso.

A causa dell'intensa pressione esercitata nella gabbia toracica, provare a trattenere un flusso d'aria così potente può nuocere seriamente alla salute. Oltre a rischiare uno pneumomediastino, ovvero l'accumulo di aria nel torace che ha conseguenze importanti su esofago e trachea, trattenere uno starnuto può comportare un'ernia inguinale (soprattutto se fatto con costanza), lesioni al diaframma, danni ai vasi sanguigni degli occhi e persino la rottura del timpano. Nei casi limite si ritiene che questa azione possa provocare anche la rottura di vasi cerebrali e scatenare un ictus.

[Foto di James Gathany]