Aspramente contestato per l'impatto sugli esseri umani e il suo significato intrinseco, il famigerato ‘muro di Trump‘, una barriera di tremila chilometri da piazzare lungo il confine tra Stati Uniti e Messico, rappresenterebbe una serissima minaccia anche per la biodiversità. A sottolinearlo, attraverso un report di 35 pagine, è l'autorevole U.S. Fish and Wildlife Service, agenzia governativa che si occupa della gestione e conservazione della fauna selvatica.

Le specie minacciate sarebbero centinaia, molte delle quali già inserite nel rigoroso programma di conservazione ‘Endangered Species Act' o in procinto di entrarvi. Tra le vittime del muro vi sarebbero principalmente uccelli migratori, ben 108 specie, ma non mancano anche mammiferi come i lupi grigi, gli splendidi ocelot e i puma. Tra gli uccelli, oltre all'aquila calva, finirebbe anche il ‘corridore della strada' o roadrunner (Geococcyx californianus), un curioso cuculide che predilige la corsa al volo e che è stato reso celebre dal cartone animato Wile E. Coyote, come lo sfuggente (e un po' strafottente) Beep Beep.

Ma perché un muro può rappresentare una minaccia alla biodiversità? Per la semplice ragione che gli animali non conoscono confini, e tagliare di netto in due il loro habitat può avere effetti devastanti sotto molteplici punti di vista. Maggiore difficoltà a cercare cibo e compagni, così come la proliferazione di malattie a causa del collo di bottiglia genetico innescato dalla riproduzione con partner geneticamente troppo simili fra loro, sono solo alcuni degli esempi. Anche i cambiamenti climatici possono rappresentare un pericolo maggiore, in presenza di muri; negli ultimi anni sono state segnalate migrazioni di animali che, spinti dalle variazioni di temperatura, si spostano in cerca di ambienti più freschi a latitudini superiore. Il muro di Trump impedirebbe anche questo tipo di movimenti, senza contare che isolerebbe numerose aree umide e alcuni santuari della biodiversità.

Dove i muri sono già piazzati (quello di Trump sarebbe solo l'estrema estensione di un progetto preesistente), sono stati spesso avvistati animali spaesati e in seria difficoltà. Insomma, il nuovo presidente rappresenta un pericolo non solo negazionismo sul riscaldamento globale, per le politiche in favore dei combustibili fossili e il rischio di far saltare l'accordo sul clima di Parigi; per quanto riguarda la biodiversità rischia grosso anche per questa barriera.

[Foto di Anne Toal]