Per abbattere concretamente il numero di morti provocati dal vizio del fumo, che ha raggiunto la drammatica cifra di sei milioni ogni anno a livello globale, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la soluzione migliore ricadrebbe nell'aumento sensibile delle tasse e, di conseguenza, del prezzo al dettaglio delle sigarette, una manovra virtuosa che comporterebbe anche benefici economici per gli Stati. È quanto si legge nel corposo report di 700 pagine “The economics of tobacco and tobacco control”, pubblicato dalla stessa OMS in collaborazione con il National Cancer Institute degli Stati Uniti d'America.

I numeri in ballo, al di là di quelli impietosi relativi ai decessi, indicano che nel mondo vi sarebbero 1,1 miliardi di fumatori con un'età superiore ai quindici anni, la maggior parte dei quali – l'80 percento – sarebbe concentrata nei paesi a basso e medio reddito. Di questi, ben 226 milioni vivrebbero in povertà. Oltre ai morti, l'industria del tabacco produce costi per la collettività enormi, sia sotto il profilo delle spese sanitarie che per la perdita di produttività, come ha sottolineato il vice direttore generale per le malattie non trasmissibili e la salute mentale dell'OMS Oleg Chestnov: “Essa produce e commercializza prodotti che uccidono milioni di persone prematuramente, deruba le famiglie di risorse che potrebbero essere spese per cibo e istruzione, e impone costi sanitari immensi su nuclei familiari, comunità e paesi”. La cifra stimata dei suddetti costi è mostruosa: mille miliardi di dollari all'anno.

La ricetta per salvare milioni di vite e risparmiare montagne di denaro, per i ricercatori dell'OMS sarebbe un aumento delle accise (medio) in tutto il mondo di circa 0,80 dollari; ciò si rifletterebbe sui prezzi al dettaglio delle bionde che salirebbero sino al 42 percento. Con questa mossa il numero di fumatori scenderebbe di ben 66 milioni di unità, inoltre gli Stati incasserebbero 140 miliardi di dollari e ne risparmierebbero molti altri legati alle spese sanitarie e ai giorni di lavoro perduti. L'obiettivo, ha spiegato il dirigente dell'OMS Douglas Bettcher, è ridurre del 30 percento entro il 2030 il numero di morti per malattie non trasmissibili, principalmente cancro ed eventi cardiovascolari, la cui incidenza è fortemente influenzata dal vizio del fumo.

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