in foto: Foto di repertorio, credit: LaPresse Italia.

La sentenza pronunciata recentemente in Francia è reale, riguarda il risarcimento di 20.000 pazienti francesi che hanno ottenuto 3000 euro ciascuna, dopo aver contratto un tumore al seno a seguito dell'impianto delle cosiddette protesi Pip. Queste sono state ritenute "potenzialmente cancerogene", la motivazione si basa sul fatto che venisse utilizzato del silicone industriale.

Le motivazioni della sentenza non sono uno studio scientifico. Non ci soffermeremo a giudicare la sentenza, dal momento che le motivazioni possono essere molto più complesse. Oltretutto avere una protesi difettosa, se si è predisposti al tumore, non è proprio una condizione idilliaca per prevenirlo. Effettivamente questo genere di protesi non sono state ritirate dal commercio in quanto cancerogene, bensì per il fatto che fossero difettose, dal momento che si tratta di oggetti che vengono impiantati nel nostro corpo possiamo immaginare i danni alla salute. E' proprio per questo che il responsabile è stato arrestato per frode.

Non esiste una correlazione tra le protesi e il tumore al senso. Come riporta già una Faq della Bbc tra i problemi che potrebbe comportare questo genere di protesi non vi è il rischio di cancro. Ci fa specie anche uno studio del 2014, che certifica l'insignificanza dei dati a supporto della correlazione tra il carcinoma al seno e le protesi Pip. Tanto per farci un'idea riportiamo quanto riferì in una intervista il chirurgo plastico Alfredo Fonzone in merito alle casistiche

Su 500.000 impianti Pip nel mondo, in tutto si sono verificati 28 casi di tumore alla mammella, l'incidenza è dello 0,01 per 1000.

Anche la Fondazione Veronesi smentisce la correlazione. A questo punto sarebbe lecito chiederci quante delle 3000 pazienti francesi risarcite hanno contratto il tumore al seno realmente a seguito dell'impianto; quante realmente sono state risarcite per il tumore piuttosto che per altri danni? Non occupandoci di giurisprudenza eviteremo di andare oltre. Fonzone continua nell'intervista facendo presente che nel 2007 le protesi Pip erano utilizzate anche presso l'Istituto di oncologia guidato dal professor Veronesi. Effettivamente anche la Fondazione creata dallo scomparso oncologo nega gli effetti cancerogeni

La possibile rottura delle protesi e il conseguente probabile rischio di tumore non è dimostrato scientificamente.

Possibile la violazione delle normative europee. Nell'articolo pubblicato dalla Fondazione Veronesi si fa riferimento a quanto riportato dalla stampa francese, che pone il focus sul gel utilizzato, il quale non sarebbe conforme alle normative europee (questo da solo giustificherebbe la sentenza francese). La Fondazione conferma inoltre l'irrilevanza statistica del fattore cancerogeno.