Sebbene sia l'organo più importante del nostro organismo, il cervello umano presenta ancora oggi numerosissimi meccanismi oscuri, molti dei quali probabilmente rimarranno un mistero anche con l'evoluzione delle scienze mediche e della tecnologia. Nella nostra specie le funzioni cerebrali si sono evolute così tanto da riuscire a distinguerci sostanzialmente dagli altri animali, per capacità di analisi, problem solving, linguaggio e autocoscienza, ovvero la coscienza di sé, una caratteristica che hanno mostrato di avere solo poche altre specie, come i primati antropomorfi, alcuni cetacei (delfini e orche) e gli elefanti. Ecco alcune cose da sapere sul nostro straordinario cervello.

Non ne usiamo solo il 10 percento.

Il cervello, com'è ampiamente noto, è l'organo più avanzato e complesso dell'organismo, ma quante volte abbiamo sentito dire che ne sfrutteremmo soltanto una minima parte? Nello specifico il 10 percento. Si tratta in realtà di una vera e propria credenza, le cui origini sono legate a studi psicologici condotti alla fine del XIX secolo, nei quali si sosteneva si utilizzassero solo una piccola parte delle nostre risorse mentali e psicologiche. In realtà i fatti sono ben diversi, e tale credenza è stata smentita a più riprese. Ad esempio, le risonanze magnetiche dimostrano che l'attività cerebrale è presente in ogni regione (anche e soprattutto durante il sonno), sebbene essa differisca tra un'area e l'altra. Anche i danni cerebrali sottolineano che siamo innanzi a una credenza: praticamente qualunque area danneggiata del cervello provoca conseguenze nefaste per il soggetto colpito. Se il 90 percento fosse ‘inerte', ciò non si spiegherebbe. Dal punto di vista evolutivo, inoltre, non avrebbe alcun senso possedere un organo così dispendioso in termini di energia e ossigeno, per poi sfruttarlo solo in minima parte.

Il mistero della memoria.

Il parallelismo tra cervello e computer è indubbiamente uno dei più sfruttati per spiegare le formidabili capacità di questo organo, tra le quali l'aspetto più intuitivo risiede nel semplice ‘immagazzinamento' dei dati. Ma come funziona esattamente la memoria umana? Si tratta in realtà di uno dei più grandi misteri della scienza, dato che non sappiamo ancora in che modo i ricordi vengano richiamati alla mente. Si sa solo che le esperienze vengono “stipate” nei neuroni, che vanno incontro a variazioni fisiche per fissarle attraverso le associazioni. È la ragione per cui il test più utilizzato dai ‘campioni di memoria', la tecnica dei loci, si basi proprio sull'associazione degli elementi. Esistono inoltre diverse tipologie di memoria, come quella a breve termine, l'episodica e quella a lungo termine, ciascuna con le proprie specifiche caratteristiche. A differenza di un hard disk, la memoria è tuttavia tecnicamente illimitata.

Numeri da record.

Il cervello umano presenta diverse curiosità in termini prettamente numerici, scopriamone alcune. Nell'encefalo sono presenti la bellezza di 100 miliardi di cellule cerebrali (neuroni) e 100 mila capillari, non è un caso dunque che esso impegni anche il 20 percento dell'intero flusso sanguigno. Le informazioni viaggiano nel cervello alla sorprendente velocità di 430 chilometri orari, e ogni giorno riusciamo a mettere insieme ben 70 mila pensieri. L'attività elettrica del cervello produce dai 20 ai 30 watt di potenza, sufficienti per tenere accesa una lampadina. Infine, il cervello può condizionare in maniera sostanziale il nostro stato di salute; si stima infatti che tra il 50 e il 70 percento delle visite in ospedale per problemi fisici siano in realtà problemi psicologici.

Consuma moltissimo.

Benché rappresenti appena il 2 percento del peso dell'intero organismo, ovvero circa 1,5 chilogrammi, il cervello è l'organo che ha bisogno del maggior quantitativo di energia e ossigeno per essere sostenuto. Necessita infatti del 20 percento dell'ossigeno assunto e del 25 percento del glucosio presente nel sangue. Per rendere l'idea di quanto sia esigente, basti sapere che il quantitativo di ossigeno richiesto è il triplo di quello dell'intero sistema muscolare, inoltre è l'organo che soffre di più la sua mancanza. Bastano poco meno di dieci secondi senza ossigeno al cervello per perdere conoscenza: senza di esso può resistere per pochi minuti, dopo il quinto/sesto, con la morte dei neuroni si verificano danni cerebrali permanenti.

Materia grigia e materia bianca.

Quando si parla di intelligenza si fa spesso riferimento alla cosiddetta ‘materia grigia' o sostanza grigia, che in realtà non è affatto di questo colore, dato che si tratta di un tessuto che si presenta in vari colori. Il nome è stato scelto per differenziarla dalla materia bianca, che assieme alla prima rappresenta il principale tessuto del sistema nervoso centrale, composto dall'encefalo presente nella scatola cranica e dal midollo spinale. La materia grigia non è altro che l'insieme dei corpi cellulari dei neuroni, le cellule cerebrali, mentre la materia bianca sono gli assoni di questi ultimi, fasci di fibre nervose avvolti da una guaina mielinica che gli conferisce il colore bianco. La funzione principale della guaina è quella di aumentare la velocità degli impulsi elettrici, e al suo danneggiamento sono legate molte patologie neurodegenerative note. Tra esse, il morbo di Alzheimer, la SLA e il morbo di Parkinson.

[Immagine di PeteLinforth]