Colpisce principalmente le donne, con una frequenza superiore fino a quattro volte rispetto agli uomini, e si stima che il 20 percento della popolazione mondiale ne sia affetta, rendendola di fatto una delle patologie più diffuse in assoluto. L'emicrania, suddivisa fondamentalmente in quella comune senza aura e quella classica con aura, ovvero una serie di disturbi passeggeri che precede il vero e proprio mal di testa, è finita al centro di innumerevoli indagini scientifiche soprattutto a causa dell'incertezza sui fattori scatenanti, un lavoro che, nel corso degli anni, ha fatto emergere interessanti legami con altre patologie. Un recente studio statistico, condotto dai ricercatori dell'Università di Berlino in collaborazione con i colleghi dell'Università di Harvard, ha determinato nelle donne una stretta correlazione tra l'emicrania e l'insorgenza di gravi patologie quali l'ictus e l'infarto, oltre che con la mortalità per eventi cardiovascolari, rendendo necessari ulteriori approfondimenti.

Gli studiosi, coordinati dal professor Tobias Kurth, direttore dell'Istituto di salute pubblica Charité presso l'Università di Berlino, hanno analizzato una enorme mole di dati provenienti da circa 116.000 mila infermiere con un'età compresa tra i 25 e i 42 anni, tutte senza problemi cardiovascolari e ingaggiate dal 1989 al 2011 nel secondo programma del Nurses' Health Study americano, una delle indagini epidemiologiche sulla salute delle donne più vaste e note nella comunità scientifica, dalla quale sono stati estrapolati numerosissimi e preziosi dati statistici. Dalle analisi è emerso che 17.531 partecipanti, circa il 15 percento del totale, ha avuto una diagnosi di emicrania da parte del medico, e che tra esse 1.329 ha sperimentato eventi cardiovascolari, dei quali 223 mortali. “La nostra analisi – ha spiegato Kurth – suggerisce che l'emicrania dovrebbe essere considerata un importante indicatore di rischio per le malattie cardiovascolari, in particolare per le donne”. “Il rischio di sviluppare eventi cardiovascolari – ha aggiunto lo studioso – è risultato essere superiore del 50 percento nelle donne con una diagnosi di emicrania. Rispetto alle donne non affette dalla condizione, il rischio di avere un infarto era maggiore del 39 percento, di un ictus del 62 percento e di un'angina del 73 percento superiore”. Altri dati interessanti rilevati dall'indagine riguardavano la maggiore mortalità per eventi cardiovascolari nelle donne affette da emicrania (+37 percento) e il fatto che il rischio fosse confermato anche nei cosiddetti sottogruppi, ovvero quelli in cui venivano presi in considerazione specifici parametri; tra essi un'età superiore o inferiore ai cinquanta anni, l'uso o il non uso di contraccettivi, l'essere o non essere fumatrici o l'avere o non avere determinate patologie come l'ipertensione.

Benché lo studio suggerisca una chiara correlazione tra emicrania e patologie del sistema cardiovascolare, tra le quali l'infarto del miocardio e l'angina, il lavoro svolto dal team coordinato da Tobias Kurth presenta alcuni punti deboli che suggeriscono la necessità di ulteriori indagini. Innanzitutto non erano disponibili i dati relativi alla frequenza degli attacchi di emicrania, inoltre non è stata presa in esame la fondamentale differenza tra emicrania con o senza aura, laddove per la prima, grazie ad altre indagini, era già noto un certo grado di correlazione con gli eventi cardiovascolari. I dettagli dello studio tedesco e americano sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica British Medical Journal.

[Foto di Gonzalo Malpartida]