Ogni giorno circa tre miliardi di persone cucinano il proprio cibo sul fuoco aperto, all'interno delle proprie case. Un uso dettato soprattutto dalle necessità che tuttavia causa gravi problemi alla salute (oltre a contribuire con circa 300.000 casi all'anno alle morti per combustione). Secondo uno studio del Global Burden of Disease, quattro milioni di persone muoiono ogni anno per l'esposizione al fumo. All'origine dell'elevata tossicità vi è infatti la quantità (e ovviamente la qualità) del fumo emesso dalle stufe tradizionali, che, non avendo sufficiente aria intorno, bruciano solo parzialmente il legno, accrescendo l'emissione di prodotti nocivi come fuliggine e monossido di carbonio. Secondo la stessa ricerca, potrebbe causare danni maggiori di quelli subiti da chi fuma due pacchetti di sigarette al giorno.

La soluzione ai danni causati dalle stufe tradizionali giunge in maniera del tutto inattesa da un prodotto commercializzato da BioLite, una società con sede a New York che si occupa di attrezzature ed equipaggiamento per i campeggiatori. E' da un'azienda il cui target è principalmente turistico che arriva la stufa capace di ridurre i danni causati dall'equivalente prodotto tradizionale. Jonathan Cedar, amministratore di BioLite, ha quantificato il beneficio: "rispetto alla migliore stufa tradizionale – quelle prive di ventole per migliorare la qualità delle emissioni – le nostre risultano mediamente da quattro a sei volte migliori".

La ventola, dunque, risulta essere l'elemento discriminante rispetto alle nocive stufe attualmente in uso. E' grazie al maggiore accesso di aria nella fornace, infatti, che si conclude la combustione del legno. Inoltre, il calore creato dalla stufa viene tramutato da un generatore in elettricità, utile a ricaricare uno smartphone. Soltanto un'altra società al mondo ha creato una stufa provvista di sistema di areazione, la African Clean Energy con sede a Lesotho, che tuttavia subisce la concorrenza delle più economiche fornaci tradizionali. Ruben Walker, co-fondatore della African Clean Energy, ha sottolineato che il loro prodotto costa 50-74 euro, contro i 15 della concorrenza.

La resistenza culturale e soprattutto economica all'uso di un prodotto meno nocivo può essere superata solo con il supporto di un'azione politica. Se il prodotto della BioLite, grazie al generatore elettrico, si rivolge più facilmente al pubblico maschile – che in molti paesi rappresenta quello che assume le scelte economiche della famiglia – il limite economico potrebbe essere superato, suggerisce Jennifer Tweddell, manager della Global Alliance for Clean Stufe Cook, attraverso la collaborazione delle aziende inquinanti. Secondo la legge, infatti, i soggetti inquinanti devono pagare allo stato una sorta di rimborso (secondo il principio "chi inquina, paga"). Parte di questi introiti potrebbero essere investiti per rendere concorrenziali le stufe "virtuose".