Ricercatori della London School of Hygiene and Tropical Medicine presso il prestigioso Karolinska Institute, Svezia, hanno dimostrato che l'industria dell'alcol distorce e omette le informazioni sul rischio di sviluppare il cancro a causa delle bevande alcoliche. In altri termini, hanno fatto emergere un pericoloso parallelismo con quanto avvenuto con l'industria del tabacco, finita più volte nel mirino degli scienziati.

L'associazione tra il consumo di alcolici e lo sviluppo di tumori è acclarata da centinaia di studi, e non a caso oggi si ritiene che il 4 percento delle diagnosi totali di cancro, oggni anno, dipenda proprio dall'alcol. A partire dal 1988 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha iniziato a segnalare un aumento del rischio nello sviluppo di tumori a orofaringe, laringe, esofago e fegato. Nel 2007, grazie a nuovi studi scientifici, la IARC ha aggiunto anche quelli al seno e al colon-retto, due neoplasie estremamente diffuse che tuttavia rappresentano i principali ‘omissis' tra le informazioni divulgate dall'industria dell'alcol. I dati sono stati confermati con ulteriori indagini condotte nel 2012 e nel 2016, mentre lo scorso anno un altro grande studio di revisione della Society for the Study of Addiction ha fatto emergere gli stessi risultati della IARC. Insomma, l'associazione tra alcol e il rischio di sviluppare il cancro è un dato scientificamente inconfutabile, la molla che ha fatto scattare l'indagine del Karolinska Institute.

I ricercatori del team anglo-svedese hanno fatto emergere le ‘mancanze' dell'industria dell'alcol dopo aver analizzato le informazioni divulgate da 27 organizzazioni di settore tramite siti web e documenti, il cui compito sarebbe proprio quello di aggiornare i clienti sui rischi del consumo. Il periodo preso in esame è stato tra settembre e dicembre 2016. Gli studiosi, coordinati dal professor Mark Petticrew, docente di Salute Pubblica presso l'autorevole istituto svedese, hanno evidenziato tre distinte strategie disinformative: la negazione o la contestazione del legame col cancro; la distorsione delle informazioni, travisando o offuscando la reale entità del rischio – pur ammettendolo -, e la distrazione, focalizzando la discussione lontano dagli effetti dell'alcol e sul rischio di sviluppare i tumori più comuni.

Petticrew e colleghi sottolineano che gli enti di sanità pubblica e le istituzioni dovrebbero prendere in seria considerazione i risultati dell'indagine, e soprattutto dovrebbero riconsiderare i loro rapporti con queste organizzazioni impegnate nella divulgazione di informazioni. “Il peso delle prove scientifiche è chiaro: il consumo di alcol aumenta il rischio di alcune delle forme più comuni di cancro”, ha sottolineato l'autore principale della ricerca. “La consapevolezza del pubblico di questo rischio è bassa e si è sostenuto che una maggiore sensibilizzazione, in particolare del rischio di cancro al seno, costituisce una minaccia significativa per l'industria dell'alcol. La nostra analisi – ha concluso Petticrew – suggerisce che i principali produttori di alcolici potrebbero tentare di mitigare questo attraverso la diffusione di informazioni fuorvianti sul cancro attraverso i messaggi sul bere responsabilmente”. I dettagli dell'indagine sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Drug and Alcohol Review.

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