I gatti ronfano, fanno le fusa e "il pane", comunicano disegnando particolari geometrie con il loro corpo; ma sono i cani gli animali domestici capaci più di tutti di parlare con il viso, cambiando espressione per comunicare interesse, stupore, paura e fame. Eppure tanto non basta perché l'uomo capisca tutto del proprio amico a quattro zampe e così nasce l'idea "No More Woof", un dispositivo che sarebbe capace di tradurre l'abbaio in parole. Il progetto, sviluppato dalla "Nordic Society for Invention and Discovery", è ancora in fase di sperimentazione e si basa su una cuffia che, posizionata sulla testa del cane, legge le onde cerebrali dell'animale attraverso sensori EEG. Attraverso un'interfaccia Raspberry Pi le informazioni vengono poi trasmesse ad un computer che le interpreta e le restituisce ad una cassa.

in foto: Prototype Version 3.0

L'apparecchio è in una fase avanzata di sviluppo, ma la società produttrice è ricorsa al crowdfunding su Indiegogo per poter realizzare versioni del "No more woof" che possano far comunicare il cane non solo in inglese. Il dispositivo sarà così in grado di esprimere vocalmente – e in più lingue – alcuni stati mentali elementari dell'amico a quattro zampe, come ad esempio "ho fame", "ho sonno" o "sono agitato". Insomma, per il momento rinunciate a frasi più complesse: non sentirete alle spalle la voce del vostro quadrupede coccoloso e prepotente dire "ehi, smilzo, se vuoi rivedere i tuoi calzini sani e salvi, levami questa cuffia!".