Un team di ricerca internazionale coordinato da studiosi dell'Università McGill di Montreal, Canada, ha determinato che le deformità rilevate su diverse scimmie in una riserva naturale dell'Uganda sarebbero causate da pesticidi agricoli. Tutto è iniziato alcuni anni fa, quando i ricercatori presenti nel Parco Nazionale di Kibale hanno iniziato a notare un numero sempre maggiore di scimpanzé e babbuini con deformazioni di vario tipo. Tra gli handicap più diffusi, assenza o ridimensionamento degli arti; displasia facciale con volti concavi e manifestazioni all'altezza di naso e labbra; riduzione nella pigmentazione del pelo e della pelle e problemi all'apparato riproduttivo.

Sino al 2014 erano stati notati soltanto un paio di animali con tali problematiche, ma a partire da quell'anno nell'area di Sebitoli le deformità sono aumentate sensibilmente. Basti pensare che le ultime analisi condotte dal team del professor Colin Chapman, docente del Dipartimento di Antropologia presso l'ateneo canadese e autore principale dello studio, indicano che ne è colpito il 25 percento degli scimpanzé osservati (16 su 66 controllati) e il 16 percento dei babbuini (6 su 35). I dati in rapida ascesa hanno allarmato immediatamente i primatologi, anche perché al di fuori dell'area di Sebitoli gli animali risultavano in perfetta salute.

Chapman e colleghi non ci hanno messo molto a trovare un possibile collegamento con i numerosi campi coltivati (in particolar modo di mais) e le due principali del tè che circondano la parte settentrionale del parco ugandese. Gli agricoltori che lavorano la terra, infatti, utilizzano regolarmente ben otto distinte tipologie di pesticidi: profenofos, mancozeb, glifosato, cipermetrina, metalaxil, dimetoato, clorpirifos e 2,4-D amina. Dai rilievi su terra, raccolto e persino pesci che popolano l'area, sono emersi livelli di DDT e clorpirifosi sensibilmente superiori alle concentrazioni “di sicurezza”, sebbene il DDT sia stato bandito da tempo in occidente proprio per i sui gravi effetti ambientali. In alcuni paesi dell'Africa ne è ancora consentito l'utilizzo a causa della malaria, che non riesce a eradicare.

Poiché le scimmie fanno spesso incursioni in questi campi coltivati per cibarsi di mais e altri alimenti, gli studiosi sostengono che molto probabilmente è a questo che si devono le loro deformità. Del resto, come sottolineano gli autori dell'indagine, almeno tre dei pesticidi utilizzati (clorpirifosi, mancozeb, DDT) influenzano l'azione dell'ormone tiroideo (TH), che a sua volta è legato alla formazione del viso e alle sue potenziali anomalie. Non è escluso a priori che dietro agli handicap possano esservi anche cause naturali, ma le responsabilità dei pesticidi agricoli sembrano evidenti. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science of The Total Environment.

[Credit: MNHN – Jean-Michel Krief]