Tra le malattie sessualmente trasmissibili, l'herpes genitale (o herpes genitalis) è una delle più diffuse in assoluto, oltre che fastidiose e temute, principalmente perché una volta che si è stati infettati dal virus esso resta quiescente nell'organismo per tutta la vita, pronto a colpire di nuovo con le cosiddette recidive. Sebbene le donne siano maggiormente esposte alle infezioni più serie ed estese, che possono coinvolgere su più livelli varie aree dell'apparato urogenitale, questo tipo di herpes interessa anche gli uomini.

Il virus che provoca l'infezione.

Il virus responsabile dell'infezione è l'Herpes simplex (HSV), un Herpeviridae di grandi dimensioni – circa 150 nanometri – che può colpire i genitali con entrambe le sue varianti. Se infatti l'herpes genitale è tipicamente causato dal tipo 2 (HSV-2), esso può essere innescato anche dal tipo 1 (HSV-1), col quale tutta la popolazione mondiale ha a che fare almeno una volta nella vita. Questo virus è infatti responsabile del fastidioso herpes labiale (o labialis), caratterizzato dalle dolorose e pruriginose vescicole che si formano solitamente sulle labbra, ai lati della bocca e talvolta anche attorno alle narici e nel cavo orale. L'Herpes simplex di tipo 1 si trasmette ai genitali principalmente attraverso i rapporti orali.

Come avviene il contagio.

I rapporti sessuali, anche quelli non completi, rappresentano la causa principale delle infezioni da herpes genitale, tuttavia sono possibili anche altri ‘percorsi'. Tra essi, il contatto delle mucose genitali con superfici non sterilizzate e l'utilizzo di lenzuola, asciugamani e altri oggetti di un soggetto infetto, sebbene l'eventualità sia piuttosto remota. Il momento più critico per un potenziale contagio è il consumo di un rapporto sessuale quando l'infezione si presenta asintomatica, ad esempio durante una debole recidiva.

I sintomi dell'infezione.

Analogamente all'herpes labiale, quello genitale è caratterizzato dalla comparsa di dolorose vescicole biancastre ricolme di particelle virali. Le lesioni, accompagnate anche da intenso bruciore e prurito, possono estendersi dall'area genitale sino alla cute del perineo, coinvolgendo anche l'ano, le natiche e le cosce. Nelle donne vengono interessate principalmente le diverse parti della mucosa vulvare, mentre nell'uomo quella del pene (glande e prepuzio). La prima infezione è sempre la più seria e i sintomi compaiono generalmente entro una quindicina di giorni dal contagio. Il decorso è analogo a quello del virus labiale, tuttavia la prima infezione può durare per settimane, prima che le vescicole cicatrizzino e scompaiano, senza lasciare segni. Le complicazioni comprendono emicrania, febbre, gonfiore inguinale (a causa dei linfonodi) e difficoltà ad espletare i bisogni fisiologici. In taluni casi l'Herpes simplex può colpire anche gli occhi, dove può provocare – molto raramente – gravi disturbi alla vista.

Le recidive.

Una delle caratteristiche peculiari del virus coinvolto nell'herpes genitale è la sua spiccata attività recidivante, che tuttavia può variare sensibilmente da soggetto a soggetto. Al termine della prima infezione esso infatti non scompare, ma resta quiescente all'interno di alcune cellule nervose, pronto a colpire di nuovo quando il sistema immunitario è debilitato. Ad esempio, quando si è sotto forte stress o magari colpiti da altre patologie, come una semplice influenza. Anche l'abuso di alcol sembrerebbe favorire le recidive. Benché tali condizioni agevolino una nuova infezione, il sistema immunitario ha comunque già sviluppato gli anticorpi, dunque è pronto a fronteggiare la minaccia. Per questa ragione le infezioni successive alla prima hanno una sintomatologia meno acuta, oltre che una durata di qualche giorno, rispetto alle settimane del primo evento.

Come si cura.

Dopo la diagnosi di herpes genitale, che può essere fatta con un semplice esame visivo, con un tampone genitale o un esame del sangue, in base alle condizioni immunitarie del paziente vengono prescritti alcuni farmaci. Tra i principali antivirali vi sono l’aciclovir, il valaciclovir e il famciclovir, che riducono la capacità replicativa del virus. In taluni casi possono essere prescritti anche antistaminici contro il prurito, pomate allo zinco e interferone. Tra i rimedi naturali che potrebbero aiutare il decorso dell'infezione, sempre sotto consiglio del proprio medico curante, vi sono il propoli, la pappa reale e la melaleuca.

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