Psicologi dell'Università del Nebraska-Lincoln (Stati Uniti) hanno scoperto che l'età in cui i maschi vengono esposti per la prima volta alla pornografia influenza sensibilmente il loro rapporto con l'altro sesso, producendo differenti atteggiamenti sessisti. Nello specifico, il team coordinato dalla dottoressa Alyssa Bischmann ha dimostrato che i ragazzi che guardano materiale pornografico precocemente tendono ad avere un atteggiamento di “potere” nei confronti delle donne. Quelli che lo fanno più tardi, d'altro canto, sviluppano le classiche caratteristiche da playboy, che sfociano in un comportamento sessuale promiscuo. Chi ha avuto il primo approccio da giovanissimo, inoltre, in età adulta fruisce maggiormente di pornografia rispetto agli altri.

Gli studiosi sono giunti a questa conclusione dopo aver coinvolto in un'indagine 330 uomini di una grande università del Midwest, studenti e professori con un'età compresa tra i 17 e i 54 anni. Nella maggior parte dei casi si trattava di bianchi (84,9 percento) e di eterosessuali (92,6 percento). I partecipanti hanno dovuto rispondere a una serie di questionari anonimi sottoposti online, nei quali non solo è stato chiesto a quale età avessero avuto il primo approccio con materiale pornografico, ma anche in che modo. Dall'analisi statistica è emerso che la prima esposizione è stata accidentale nel 43,5 percento dei casi, intenzionale nel 33,4 percento e forzata nel 17,2 percento. L'età media della prima esposizione è stata calcolata in 13,37 anni, col più piccolo che ha guardato materiale pornografico ad appena 5 anni, mentre il più “anziano” ha avuto la prima esperienza di questo tipo a 26 anni.

Con ulteriori domande è stato definito l'approccio dei partecipanti all'altro sesso, e dall'analisi dei dati è emersa la differenza tra i fruitori più giovani e i più attempati. “Abbiamo scoperto che più l'uomo era giovane alla prima visione della pornografia, maggiore era la probabilità di desiderare il potere sulle donne”, ha sottolineato la Bischmann. “Più era grande, più probabilmente avrebbe voluto impegnarsi nel comportamento di playboy”, ha aggiunto la ricercatrice.

Il dato è interessante anche perché inatteso. I ricercatori, infatti, non si aspettavano che il comportamento sessuale promiscuo sarebbe scaturito da un'esposizione in età più avanzata, e le ragioni non sono note. Al momento Bishmann e colleghi sostengono che i risultati potrebbero essere influenzati dalla religiosità, da esperienze sessuali negative, dall'ansia da prestazione o magari dall'impatto avuto proprio dall'osservazione del primo materiale pornografico, per questo effettueranno ulteriori studi di approfondimento. Ciò che è certa, secondo il team di ricerca, è l'influenza della pornografia nel plasmare in qualche modo gli uomini e la loro opinione sulle donne, in particolar modo quando la fruizione avviene nella preadolescenza. Comprendere il fenomeno nel suo complesso potrebbe avere dei riscontri positivi in ambito sociale e preventivo. I dettagli dello studio sono stati diffusi durante la 125a Convenzione annuale della American Psychological Association.

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