Grazie al perfetto allineamento tra il Sole, la Terra e Giove, che si trova dunque in opposizione e anche alla minima distanza dal nostro pianeta prevista per tutto il 2017, questi primi giorni di aprile sono tra i migliori dell'anno per studiare e fotografare il gigante gassoso del nostro Sistema solare, come dimostra lo straordinario scatto catturato il 6 aprile alle 19:00 dal celebre Telescopio Spaziale Hubble.

Il Telescopio Spaziale Hubble: foto di NASA https://it.wikipedia.org/wiki/Telescopio_spaziale_Hubble#/media/File:Hubble_01.jpg in foto: Il Telescopio Spaziale Hubble: foto di NASA

Nell'immagine immortalata dallo strumento in forze alla NASA e all'ESA, l'Agenzia Spaziale Europea, è possibile ammirare dettagli incredibilmente definiti della caratteristica atmosfera gioviana. Le fasce orizzontali di vari colori che si osservano sul pianeta sono flussi di nubi di ammoniaca che transitano a diverse latitudini e direzioni; quelle più chiare sono ad alta pressione e si chiamano zone, mentre quelle più scure, conosciute col nome di bande, sono a bassa pressione. Nelle prime le nubi salgono, nelle seconde scendono e sono in numero inferiore. Oltre alle fasce si possono osservare diverse formazioni circolari, tra le quali spicca la Grande Macchia Rossa, un'immensa tempesta anticiclonica che per le sue dimensioni potrebbe inghiottire la Terra. Da circa 150 anni si sta riducendo e i nuovi scatti di Hubble in condizioni così favorevoli potrebbero aiutarci a capire meglio il fenomeno.

Uno scatto amatoriale di Giove con tre satelliti galileianiin foto: Uno scatto amatoriale di Giove con tre satelliti galileiani: foto di Andrea Centini

Il culmine della congiunzione astrale tra Sole, Terra e Giove verrà raggiunto oggi 7 aprile e collimerà con un perigeo – il punto più vicino alla Terra di un qualunque astro – di ‘appena' 670 milioni di chilometri; una combinazione perfetta attesa da astrofili amatori e professionisti per puntare telescopi e binocoli verso il più grande pianeta del Sistema solare. Dal tramonto di oggi sino all'alba di domani sarà visibile – condizioni meteo permettendo – nella costellazione della Vergine, e sarà più luminoso che mai proprio perché il suo disco, dalle dimensioni apparenti maggiori, rispetto alla Terra accoglierà la massima intensità di radiazione solare.

[Foto di ESA/NASA]