L'ingegnere meccanico indiano Sonam Wangchuk ha sviluppato un sistema in grado di generare enormi depositi di ghiaccio – di forma conica – capaci di resistere al sole primaverile in un ambiente desertico, garantendo così una fonte d'approvvigionamento d'acqua sicura per le coltivazioni, minacciate dagli effetti del riscaldamento globale.

Le strutture, vere e proprie “stupe di ghiaccio”, dal nome del caratteristico monumento buddhista per la conservazione delle reliquie, sono state create nella regione indiana del Ladakh, che si trova in un avvallamento tra l'Himalaya e il Karakorum, due tra le catene montuose più alte e imponenti del nostro pianeta. A causa di questa particolare posizione, il clima può infatti passare dal rigido al rovente in un istante; i locali, del resto, narrano che questo sia l'unico posto al mondo nel quale è possibile sentire contemporaneamente brividi di freddo e caldo insopportabile, tenendo magari le gambe all'ombra e il resto del corpo esposto al sole.

A causa del riscaldamento globale in questa affascinante regione, la cui economia si basa fondamentalmente sull'agricoltura, da alcuni anni i ghiacciai tendono a sciogliersi definitivamente a marzo, ben prima del normale, lasciando “scoperti” i due mesi critici per le coltivazioni, aprile e maggio. Gli agricoltori, infatti, sfruttavano i depositi di ghiaccio per alimentare i propri campi, una tecnica resa ormai impraticabile proprio per gli effetti dei cambiamenti climatici.

Analizzando l'evoluzione di alcuni depositi di ghiaccio, l'ingegnere meccanico Sonam Wangchuk ha intuito che a velocizzare lo scioglimento non vi fosse soltanto l'aumento della temperatura, ma anche l'impatto dei raggi solari. Così, attraverso un complesso sistema di tubature che termina con una sorta di fontanella, è riuscito a progettare queste stupe coniche che espongono al sole una bassa superficie, ma che al loro interno possono contenere fino a 150mila litri d'acqua. Le strutture sono concepite per essere create in inverno, sfruttando le basse temperature dell'aria che ghiaccia l'acqua in uscita dalla fontana, e la loro resistenza supplementare viene garantita proprio dalla forma peculiare.

Nonostante siano riuscite a salvare il lavoro a numerose persone, le stupe di ghiaccio sono ancora estremamente costose (oltre i 100mila dollari) a causa delle tubature e della continua manutenzione di cui necessitano. Fortunatamente, attraverso una campagna di finanziamento su internet, Sonam Wangchuk è riuscito a ottenere la cifra necessaria per realizzare i primi prototipi da mostrare alle autorità locali, che stanno così garantendo la costruzione di altri esemplari. Wangchuk sottolinea che al momento “è come trovarsi con la tecnologia automobilistica degli anni '50, quando talvolta era necessario mettere le mani dentro al cofano per far funzionare la macchina”. La speranza dell'ingegnere è che si possa passare al più presto alla situazione moderna, ovvero quella in cui gli automobilisti che non sanno nemmeno cosa ci sia sotto al cofano.

[Foto di Sonam Wangchuk / Ice Stupa Artificial Glacier]