Definiti bambagia silicea o capelli d'angelo questi filamenti ritenuti misteriosi hanno lasciato traccia in Nord America, Nuova Zelanda, Australia ed Europa occidentale. Hanno suscitato non poca preoccupazione in Rete, dove si trovano diversi blog in cui persone da tutto il Mondo si interrogano sulla loro natura e provenienza.

La bambagia silicea nel gergo complottista.

L'abitudine alla vita cittadina ha il suo prezzo, per esempio ci fa apparire come paranormali fenomeni che non dovrebbero esserlo. I sostenitori delle tesi sulle Scie chimiche parlano di polimeri rilasciati dagli aerei, anche se ancora non è chiaro cosa dovrebbero provocare: controllo mentale o progressivo avvelenamento della popolazione? Ognuno presenta tesi diverse. Questi filamenti sono menzionati anche dagli ufologi, e siccome nel frangente complottista non ci sono limiti, tesi aliena e controllo climatico possono benissimo stare assieme.

Di cosa si tratta realmente? L'origine non è affatto un mistero, la spiegazione c'è ed è nota fin dai tempi di Charles Darwin. Riportiamo un estratto dal suo resoconto di viaggio sulla nave Beagle, quella con cui raggiunse le Galapagos

Nel mattino l'aria era piena di ragnatele a fiocchi … La nave era a sessanta miglia dalla costa … Un gran numero di piccoli ragni … erano attaccati alla tela. Dovevano essercene, suppongo, a migliaia sulla nave … Il piccolo aeronauta non appena arrivava a bordo era molto attivo.

Cos'è il fenomeno del ballooning?

Il fenomeno di cui parla il grande naturalista inglese oggi è noto come "ballooning". Si tratta di un metodo utilizzato da diverse specie di ragni, presenti anche nel continente europeo, oltre che di altri artropodi quali acari e larve di lepidotteri. La seta di questi piccoli esseri viventi viene utilizzata per permettere la loro di migrare attraverso il vento. In questo modo si spiega il fenomeno "misterioso" della bambagia silicea.

Nessun mistero, solo disinformazione. Anche nella letteratura scientifica possiamo trovare diverse ricerche in merito. Riportiamo a titolo di esempio quella di Reynolds, Bohan e Bell del 2006. Questo non impedisce il proliferare di video suggestivi nei Social network, soprattutto di produzione artigianale, dove ci si improvvisa esperti in chimica. I complottisti più "attrezzati" invece non hanno mai pensato di portare i loro campioni di "bambagia silicea" a farli analizzare in un laboratorio di chimica, oppure di consultare un entomologo: è difficile infatti che oggi utenti più attenti non facciano notare al guru di turno che il fenomeno del ballooning è noto da parecchio tempo.