L'ippopotamo Gustavito sarebbe stato ucciso dall'incuria del Parco Zoologico Nazionale di El Salvador in cui viveva e non da un assalto di balordi armati di machete e altri corpi contundenti. L'esame autoptico eseguito dai veterinari su mandato della procura generale non ha infatti rilevato ferite da armi da taglio; il grosso esemplare maschio di 15 anni sarebbe invece deceduto a causa di un'emorragia polmonare, come indicato dal procuratore di Stato Mario Salazar. Questa nuova versione sarebbe compatibile con la dichiarazione di un'organizzazione di lavoratori, secondo cui l'animale sarebbe stato male per 17 giorni prima del decesso.

La notizia, diffusa dalla BBC, smentisce radicalmente la prima, terribile versione dei fatti raccontata alle autorità dai dipendenti della struttura salvadoregna, che aveva fatto il giro del mondo e indignato il popolo della rete, subito messosi in moto per celebrare lo sventurato Gustavito con iniziative di vario genere. Il direttore dello zoo Vladen Henríquez aveva riferito che qualcuno si sarebbe introdotto di notte nel recinto dell'animale e lo avrebbe colpito ripetutamente con “oggetti contundenti e taglienti”. Alcune ferite sulle guance e sui piedi erano compatibili con un ‘rompighiaccio', aveva asserito, aggiungendo che l'animale aveva anche tagli all'interno della bocca, probabilmente legati a un estremo tentativo di difesa.

L'autopsia non ha trovato traccia di queste ferite, tuttavia il Ministro della Cultura Silvia Elena Regalado ha sottolineato che l'attacco non può essere del tutto escluso, e che la morte dell'animale potrebbe essere sopraggiunta a causa dello stress indotto. Va tenuto in considerazione che gli ippopotami sono animali estremamente potenti ( i maschi possono arrivare a 3 tonnellate di peso) e soprattutto pericolosi se avvicinati; non è un caso che uccidano in media 500 persone ogni anno in Africa. Il coordinatore degli attivisti ambientali UNES Mauricio Sermeno ha detto che il governo dovrebbe scusarsi pubblicamente e indicare “la verità sulla morte di Gustavito”, aggiungendo che lo zoo è in condizioni economiche difficili e che non andrebbe chiuso, ma sostenuto economicamente affinché possa mantenere le specie ospitate.