in foto: Credit: daveynin

Non tutti i disastri ambientali provocati dall'uomo riescono a smuovere le coscienze, ma la storia del "fiume che prese fuoco", l'americano Cuyahoga, fu così emblematica da promuovere la nascita di nuove leggi a tutela degli ecosistemi e quella dei primi, grandi movimenti ambientalisti. Il fiume, così chiamato dai nativi americani irochesi per la sua spiccata tortuosità (il nome in Mohawk significa infatti ‘fiume curvo'), si snoda nell'Ohio settentrionale e si ‘tuffa' nel Lago Erie, non prima di aver attraversato la popolosa città di Cleveland.

Nel XIX secolo questa regione fu uno dei teatri principali della cosiddetta “Rivoluzione Industriale”, volano per il boom economico americano grazie alle floride miniere di ferro dislocate sul territorio. Lungo il percorso del Cuyahoga furono costruite diverse industrie dedicate alla lavorazione del prezioso metallo, che non persero occasione di versare in acqua ingenti quantità di oli pesanti, rifiuti e altri materiali di scarto legati ai processi di produzione.

Da fiume incontaminato il Cuyahoga ben presto prese un colorito marrone, e la sua superficie divenne talmente oleosa da sembrare un vero e proprio “canale di melma”. In un celebre articolo del Time pubblicato alla fine degli anni '70 del secolo scorso venne descritto come il fiume che invece di scorrere “trasuda”, nel quale una persona non sarebbe affogata ma “decaduta”. A causa dell'industria del ferro il Cuyahoga si inquinò a tal punto che prese letteralmente fuoco ben 13 volte, la prima delle quali già nel 1868, circa 80 anni dopo la fondazione della città di Cleveland.

Dei vari incendi che lo hanno colpito quello più devastante avvenne nel 1952, provocando milioni di dollari di danni alle varie strutture dislocate lungo il suo percorso. Non fu tuttavia questo evento a destare l'attenzione dei media e a sollevare l'opinione pubblica, ma l'ultimo, quello del 1969, un incendio che divenne di dominio pubblico proprio grazie al già citato articolo del Time. La storia del “fiume che prende fuoco” spinse le agenzie federali di tutela ambientale – su tutte l'EPA (United States Environmental Protection Agency) e l'OEPA (Ohio Environmental Protection Agency) – a promuovere leggi per tutelarne le acque, all'epoca quasi totalmente prive di ossigeno e dunque senza vita.

Lo sfruttamento spregiudicato del Cuyahoga promosse la nascita di alcuni importanti movimenti ambientalisti e spinse anche diversi artisti a narrarne la storia, tra i quali diversi cantanti e gruppi famosi che scrissero canzoni a tema. Tra esse, Burn On di Randy Newman del 1972; Cuyahoga dei REM del 1986 e “River on Fire” di Adam Again. Oggi il tortuoso corso d'acqua dell'Ohio è uno dei più tutelati e dal 1998 è persino diventato uno dei 14 fiumi del patrimonio fluviale statunitense.

[Credit: Cleveland Press Collection at Cleveland State University Library]