L'autodiagnosi su Internet è una moda ormai consolidata. Pensiamo alla celiachia: non tutte le intolleranze al glutine in realtà rimandano a questa, i graminacei non contengono solo glutine, ma anche altre sostanze che possono ugualmente causare nei soggetti predisposti delle intolleranze o allergie, queste ultime non sono la stessa cosa.

Una ricerca condotta recentemente dal Sige (Società italiana di gastroenterologia), ha fatto emergere questi problemi. Un italiano su 100 è realmente celiaco – posto che sarebbe predisposto il 30% della popolazione – è pacifico che non basta una predisposizione per sviluppare l'intolleranza. Avere problemi come la cosiddetta "sindrome dell'intestino irritabile" non è detto che dipenda dal glutine, né che l'intolleranza al glutine debba per forza essere celiaca.

Differenze tra intolleranze e allergie.

I sintomi dovuti a determinati alimenti e che vengono definiti "allergie" si devono a risposte immunitarie a determinate proteine che questi contengono, generando una produzione di anticorpi. Ne esistono due tipi: IgE e IgG. I primi agiscono poco dopo l'ingestione generando sintomi quali vomito, orticaria e difficolta respiratorie; i secondi hanno effetto ritardato, anche dopo giorni dall'ingestione, generando sintomi diversi che interessano il tubo digerente, soprattutto diarrea.

L'intolleranza alimentare non è un'allergia. Non coinvolge il sistema immunitario. Si deve ad una carenza di determinati enzimi, impedendo la corretta digestione dell'alimento, eventualmente questo può comportare anche effetti tossici veri e propri, a causa di sostanze come i solfiti, i coloranti o vari additivi.

Smettiamola di incolpare sempre il glutine.

Una certa faciloneria da parte dei pazienti unita a nuove opportunità di business hanno portato al successo delle cosiddette diete gluten free, specialmente negli Stati Uniti. I prodotti di questo tipo non si trovano solo in farmacia e non richiedono necessariamente una prescrizione medica. Il fatto che chi le adotta affermi di avere dei miglioramenti non deve chiaramente stupirci, non solo per l'effetto Placebo, quanto per il fatto che buttiamo il bambino con l'acqua sporca: eliminiamo alimenti contenenti le sostanze che causano il problema assieme al glutine. Si tratta della classica correlazione che non dimostra un nesso causa effetto di cui abbiamo scritto spesso.

Diete fai da te. Se ci si rivolge ad un gastroenterologo sarà possibile ottenere una diagnosi chiara e certa di celiachia, più controversa sarà quella di intolleranza al glutine non celiaca, dovuta quindi a carenze atipiche, questa tipologia è ancora in studio. Sarà possibile altresì verificare se si è intolleranti o allergici ad altre sostanze che solo per puro caso si accompagnano al glutine, permettendoci di conoscere la nostra reale dieta. Molti acquistano alimenti gluten free o privi di lattosio considerandoli "più sani" o "più leggeri" (non è sempre detto che lo siano), anche se magari non si ha nemmeno una predisposizione alla celiachia o ad altri disturbi alimentari. Si tratta di prodotti notevolmente più costosi che nulla hanno da offrire più degli altri, se si è dei soggetti sani.

Cosa può comportare una celiachia vera non diagnosticata.

La celiachia è una cosa seria. La corsa a diete salutiste basate su una scarsa conoscenza sul tema, fa perdere di vista cosa sia un disturbo alimentare per chi ce l'ha sul serio e i pericoli che si corrono quando questo non viene diagnosticato. Pensiamo ai celiaci veri. In alcuni casi una celiachia non diagnosticata in tempo può portare anche ad alcune forme di epilessia. Per maggiori informazioni suggeriamo la lettura di questo articolo.

La commistione tra filosofie salutiste e business alimentare qui appare evidente. Purtroppo il corpo umano non ha nozioni new age a cui attingere, si accorge al massimo di avere carenze vitaminiche o eventuali problemi di denutrizione. Tutto questo può sfociare in una vera e propria ortoressia nervosa. Si tende insomma a trovare sempre più alimenti da eliminare senza che vi sia un reale bisogno da parte dell'organismo.