Un team di ingegneri dell'Università di Shenzhen (Cina) ha creato una lega di metallo liquido con eccezionali proprietà antiaderenti ed elastiche, che in futuro potrebbe essere utilizzata per creare avveniristici robot autoalimentati. Il pensiero non può che andare all'iconico T-1000, antagonista della celebre pellicola di David Cameron Terminator 2 – Il giorno del giudizio. Quando il film uscì nelle sale cinematografiche, nel 1991, la computer grafica non era così sviluppata e realistica come quella odierna (il primo Jurassic Park uscì solo un paio di anni più tardi), tuttavia l'effetto speciale dell'androide mutaforma di metallo liquido, interpretato principalmente da Robert Patrick, resta uno dei più affascinanti e riusciti nella storia del cinema.

Ci sono voluti poco meno di 30 anni per creare nella realtà una lega con proprietà simili e gettare le basi per robot di metallo liquido. Fortunatamente non è coinvolta alcuna intelligenza artificiale avanzata e, almeno per il momento, non è prevista la produzione di spietate macchine assassine, anche se l'industria bellica in qualche modo è sempre attentissima a questo genere di scoperte.

Ma come è stato ottenuto un risultato così sorprendente? Le comuni leghe di metallo liquido, fondamentalmente composte da gallio, stagno e indio, pur essendo impiegate per varie importanti applicazioni, come ad esempio la lotta ai tumori, presentano un grosso limite per poter essere trasformate in “macchine”: si ossidano rapidamente. Lo strato di ossidazione che si genera sulla loro superficie, oltre a rendere le gocce di metallo appiccicose, ne riduce l'applicabilità nell'elettronica flessibile.

Per superare questo ostacolo, i ricercatori cinesi coordinati dal professor Xuechang Zhou hanno utilizzato un metodo particolarmente elegante. In prima istanza hanno creato goccioline metalliche con una siringa e le hanno subito immerse (per 3 secondi) in un composto di idrossido di sodio, un passaggio necessario per fargli mantenere la forma sferica. Nella seconda fase le gocce sono state rivestite da minuscole particelle di politetrafluoroetilene, meglio conosciuto col nome di Teflon, che ne hanno garantito le proprietà antiaderenti.

Il risultato è un metallo liquido che non si appiccica e ha una resistenza ed elasticità incredibili, che gli permette di rotolare con un angolo di appena due gradi. Siamo molto lontani dalla creazione della prima macchina composta dal suddetto materiale, ma l'elevata conduttività, la bassa tossicità e la possibilità di mutare forma lo rendono un eccellente candidato per i robot del futuro. I dettagli dell'affascinante ricerca sono stati pubblicati su Materials Horizons.

[Immagine di Terminator 2]