Una equipe di scienziati del prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha sviluppato un'interfaccia computerizzata attraverso la quale è possibile comandare un robot utilizzando il semplice pensiero. Pur essendo nelle fasi iniziali, questa promettente tecnologia potrebbe avere un impatto enorme in diversi ambiti, in particolar modo quello medico e industriale. Basti pensare alla possibilità di controllare ‘telepaticamente' le protesi robotiche o di poter gestire i robot addetti alla produzione. I benefici potrebbero essere estesi anche alle vetture a guida autonoma, con la possibilità di ordinare correzioni in extremis nel caso in cui si notassero degli errori.

in foto: Il robot Baxter controllato col pensiero

L'interfaccia computerizzata si basa su un casco collegato a un elettroencefalogramma (ECG) che monitora l'attività cerebrale. Attualmente è possibile impartire al robot semplici comandi binari, come ad esempio la selezione tra due differenti oggetti, tuttavia a rendere particolarmente promettente il prototipo è il tipo di input in grado di veicolare il comando. I ricercatori, coordinati dalla dottoressa Daniela Rus, direttrice del MIT Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory, hanno infatti sfruttato i cosiddetti “errori-correlati potenziali” (ErrPS), segnali cerebrali che si generano quando il nostro cervello nota un errore. Pur essendo deboli, gli studiosi del MIT sono riusciti a integrarli in un algoritmo in grado di farci interagire con la macchina.

Il casco necessario per comandare il robot col pensieroin foto: Il casco necessario per comandare il robot col pensiero

“Tutto quello che dovete fare è essere mentalmente in accordo o in disaccordo con quello che sta facendo il robot”, ha sottolineato la Rus. “Non c'è bisogno di allenarsi a pensare in un certo modo, è la macchina che si adatta a te, e non il contrario”, ha concluso la ricercatrice. La differenza fondamentale con i sistemi di interazione analoghi è proprio questa, dato che in questi ultimi è necessario allenare il proprio pensiero per regolarlo col ‘cervello' della macchina e soprattutto è richiesta la totale concentrazione. Il prototipo, basato su un robot chiamato Baxter, al momento non riesce ancora a riconoscere gli errori secondari in tempo reale, inoltre la precisione è del 65 percento, sebbene i ricercatori contino di portarla al 90 percento entro breve tempo. I dettagli della ricerca verranno presentati alla Conferenza Internazionale IEEE, che si terrà a Singapore a maggio.

[Immagini di MITCSAIL]