Un team di ricerca del Perlmutter Cancer Center dell'Università di New York (NYU) ha dimostrato che iniezioni con alte dosi di vitamina C possono spingere le cellule staminali difettose nel midollo osseo a maturare e morire naturalmente, anziché moltiplicarsi in maniera incontrollata e generare tumori del sangue, come diverse tipologie di leucemie. In altre parole, l'acido L-ascorbico, meglio conosciuto col nome comune di vitamina C, può aiutare a contrastare lo sviluppo e la proliferazione di queste diffuse neoplasie.

L'azione della molecola, spiegano gli studiosi coordinati dal professor Benjamin G. Neel, direttore dell'istituto e docente presso il Dipartimento di Medicina della NYU, è strettamente associata a quella dell'enzima TET2 (Tet metilcitosina diossigenasi 2), che è coinvolto nello sviluppo delle cellule staminali indifferenziate. TET2 le spinge a trasformarsi in cellule mature e a morire normalmente. Nel 50 percento dei pazienti malati di leucemia mieloide croniche, nel 30 percento di quelli affetti da sindrome mielodisplastica e nel 10 percento di quelli colpiti da leucemia mieloide acuta, sono presenti mutazioni che compromettono il corretto funzionamento di questo fondamentale enzima.

Per verificare gli effetti della vitamina C, il cui legame con TET2 era stato già fatto emergere da altre ricerche, gli studiosi hanno creato in laboratorio topi geneticamente modificati nei quali l'enzima TET2 poteva essere attivato o disattivato a seconda delle necessità. Nei topi con TET2 disattivato le cellule staminali si comportavano esattamente come negli esseri umani malati di leucemia, ovvero si sviluppavano in maniera incontrollata senza maturare. Iniettando alte dosi di vitamina C il team del professor Neel è riuscito a ripristinare il corretto funzionamento di TET2, promuovendo così il corretto sviluppo e la maturazione delle cellule staminali prodotte nel midollo osseo. L'esperimento ha funzionato anche nei topi nei quali erano state iniettate cellule staminali leucemiche umane, nei quali la vitamina C è riuscito ad arrestarne la proliferazione.

I ricercatori spiegano che una terapia basata su iniezioni di vitamina C e altri farmaci, in particolar modo nei pazienti anziani che non possono tollerare la chemioterapia, potrebbe rappresentare un metodo efficace per contrastare il progresso delle leucemie e malattie affini. Per quanto concerne la prevenzione, tuttavia, non sarebbe sufficiente solo mangiare arance ricche di vitamina C, dato che la concentrazione è troppo scarsa rispetto a quello efficace per via endovenosa. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Cell.

[Foto di Couleur]