Ricercatori della prestigiosa Università di Oxford (Gran Bretagna) hanno scoperto che gli uomini alti e/o in sovrappeso hanno un rischio maggiore di contrarre il cancro alla prostata nella forma più aggressiva, oltre che di perdere la vita a causa della malattia. Per giungere a questa conclusione, gli studiosi coordinati dall'epidemiologa nutrizionale Aurora Perez-Cornago hanno analizzato i dati di 142mila uomini provenienti da otto distinti Paesi. Dei soggetti coinvolti, seguiti per un periodo di follow up medio di quattordici anni, in settemila hanno sviluppato il cancro alla prostata, dei quali 728 con diagnosi della forma aggressiva e circa 1.400 con tumore allo stadio avanzato. Al termine dello studio a causa della patologia sono deceduti in 934.

Dall'analisi statistica è emerso che, per ogni dieci centimetri di altezza aggiuntivi, il rischio di una diagnosi di cancro alla prostata ad elevato rischio saliva del 21 percento, così come salivano del 17 percento le probabilità di morirne. Analogamente all'altezza, anche l'aumento del peso giocava un ruolo significativo nel rischio: ogni dieci centimetri di vita in più, infatti, faceva salire del 13 percento quello di contrarre la forma aggressiva e del 18 percento di perdere la vita a causa della patologia.

In passato, altri studi avevano individuato un'associazione tra altezza, peso e il rischio di sviluppare questa tipologia di cancro, tuttavia è la prima volta che viene determinata quale forma è più probabile contrarre. “Ritengo che questi risultati debbano incoraggiare gli uomini ad avere un peso sano e ad avere più politiche di sanità pubblica che impediscano l'obesità”, ha sottolineato l'autrice principale dello studio. Secondo Perez-Cornago e colleghi, l'aumento del rischio legato all'altezza potrebbe essere associato all'alimentazione infantile, che avrebbe favorito una sorta di accrescimento rapido nelle persone più alte, mentre per quanto concerne l'obesità, un noto fattore di rischio nello sviluppo delle neoplasie, può dipendere sia da un fattore ormonale che dalle maggiori difficoltà di diagnosticare il cancro nella sua fase precoce.

Curiosamente, l'altezza non era associata al rischio complessivo di sviluppare il cancro alla prostata, ma solo a quello aggressivo e potenzialmente letale. I ricercatori non consigliano specificatamente agli uomini obesi e/o alti di fare i controlli alla prostata, ma a tutti indistintamente. Del resto il rischio di mortalità è piuttosto basso, con il 96 percento di probabilità di sopravvivenza a 15 anni dalla diagnosi, come indicato dalle statistiche della American Cancer Society. Una recente ricerca dell'Università di Harvard ha invece determinato che masturbarsi almeno 21 volte al mese riduce significativamente il rischio di sviluppare il cancro alla prostata, abbattendolo fino al 33 percento. I dettagli dello studio britannico sono stati pubblicati sulla rivista scientifica BMC Medicine.

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