Ricercatori dell'Istituto Oikos, una onlus che si occupa di tutela e conservazione ambientale, grazie a una videotrappola sono riusciti a filmare in una foresta del Myanmar un esemplare di orso malese (Helarctos malayanus) mentre si strofina su un tronco, impegnato nella classica ‘danza' che i plantigradi fanno per marcare il territorio. Non si tratta della stessa specie del personaggio presente nel Libro della giungla, ovvero un orso labiato (anch'esso asiatico), tuttavia dalle simpatiche movenze immortalate viene naturale accostarlo al celebre Baloo.

in foto: Un esemplare di orso malese, nel quale è ben evidente la macchia color arancio sul petto

L'orso malese, conosciuto anche col nome di ‘orso del sole' per la peculiare macchia arancione ben visibile sul petto, è inserito con codice VU (vulnerabile) nella Lista Rossa della IUCN ed è rarissimo da avvistare in natura, per questo la sequenza filmata è ritenuta di fondamentale importanza per sua la conservazione. Purtroppo questi animali vengono sfruttati in cattività e recentemente è balzato agli onori della cronaca il caso dello zoo indonesiano di Bandung, dove alcuni esemplari malnutriti sono stati filmati mentre elemosinano cibo ai visitatori.

Si tratta della più piccola tra le otto specie di orsi conosciute, raggiungendo a malapena i 120 centimetri di lunghezza per 65 chilogrammi di peso. A differenza degli altri plantigradi, l'orso malese ha pelo lucido e corto, un adattamento all'habitat naturale in cui sopravvive. Un'altra caratteristica peculiare è la sua lunga lingua, che inserisce nei tronchi per catturare formiche e altri insetti.

Lo scorso anno è stato avviato un progetto quadriennale per tutelare la specie in Myanmar (Birmania), e il video diffuso dall'Istituto Oikos, catturato nella foresta di Rakhine, è il primo ottenuto in seno al nuovo programma. Gli orsi malesi sono minacciati fondamentalmente dall'uomo e per due ragioni principali: la distruzione delle foreste in cui vivono e la caccia spietata (e illegale) cui sono sottoposti; per le carni, la pelle ma soprattutto zampe e cistifellea, vendute a peso d'oro al mercato nero poiché molto richieste nella medicina tradizionale asiatica. Se ciò non bastasse, in alcune regioni è considerata una specie dannosa poiché tende a distruggere palme e altri alberi di interesse commerciale, alimentando il fenomeno del bracconaggio. Ora, grazie alle videotrappole piazzate sul territorio, telecamere che si attivano quando vengono stimolati i sensori di movimento, i ricercatori sperano di farsi un'idea più precisa sulla distribuzione delle popolazioni per attuare misure di tutela più efficaci.

[Foto di Tambako the Jaguar]