Nonostante il nome che porta, non è previsto che rovini precipitando in qualche punto marino del globo terrestre. Sì, perché l'asteroide in questione ci sfiorerà dalla distanza di sicurezza di circa 8 milioni di chilometri: quindi non abbiamo nulla da temere.

Vicino al Sole…

1566 Icarus – questo il suo nome – venne scoperto nel 1949 e fu per molti anni l'asteroide che si era avvicinato più impavidamente al Sole, almeno tra quelli conosciuti. Successivamente il record gli venne soffiato da un altro, individuato nel 2000. Le caratteristiche della sua orbita ne fanno un asteroide ermeosecante, definizione attribuita a quegli oggetti il cui perielio è situato all'interno dell'orbita di Mercurio e l'afelio all'esterno. Fu quindi battezzato Icaro in onore del personaggio della mitologia greca che, con delle ali di cera fissate al corpo, non ascoltò gli avvertimenti del padre Dedalo, volò troppo vicino al Sole e morì cadendo nel mare Egeo.

… E alla Terra.

Questa volta, invece, l'oggetto si avvicinerà alla Terra, esattamente come fa con una cadenza più o meno ventennale. Nel 1968, addirittura, era giunto ad avvicinarsi a quasi 6 milioni di chilometri di distanza divenendo, in quell'occasione, il primo asteroide ad essere osservato con la tecnica radar; la stessa tecnica oggi viene utilizzata per raccogliere informazioni sulla forma e sulle dimensioni di questi corpi celesti e sulla eventuale presenza di satelliti al loro seguito.

foto via Virtual Telescopein foto: foto via Virtual Telescope

1,4 chilometri di dimensioni.

L'ospite dei nostri cieli si presenta con dimensioni di tutto rispetto, visto il suo diametro medio di circa un chilometro: ma sappiamo che non si tratta di un pericolo per la nostra incolumità. Oltretutto ormai da anni gli scienziati lavorano per monitorare cosa accade in cielo nei nostri paraggi e se ci sono dei Near Earth Objects che minacciano in qualche modo il Pianeta. Fortunatamente non sarà neanche questo il caso, solo un'occasione per ammirare il saluto di "un amico" – per chi volesse – attraverso il sito del Virtual Telescope.