All'origine degli attacchi d'asma potrebbe esservi una proteina generalmente associata al calcio e, dunque, alle ossa. La scoperta è stata fatta non a caso da un team di cui fa parte una ricercatrice che era una specialista del settore. Daniela Ricciardi, autrice senior dello studio, cinque anni prima di concentrarsi sull'asma era impegna in uno studio sull'osteoporosi. In quell'occasione ebbe modo di approfondire la conoscenza di un recettore sensibile al calcio (CaSR) e verificarne la presenza anche nelle vie aeree.

Lo studio, condotto presso la Cardiff University (Regno Unito) e pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine, potrebbe aver "trovato – come raccconta Ricciardi – un legame tra l'infiammazione delle vie aeree, che può essere causata da fattori ambientali come allergeni e fumo, e irritabilità delle vie respiratorie nell'asma allergica". Respirando polvere, polline, fumo o altri fattori allergenici, le molecole CaSR potrebbero portare ad un aumento del calcio nel tessuto polmonare, restringendo i condotti e riducendo in tal modo il flusso di ossigeno.

In attesa dei prossimi test clinici, che potrebbero cominciare entro i prossimi due anni, è stato già individuato un farmaco capace di intervenire sulla molecola CaSR, disattivandola. Si tratta di un farmaco, il calcilytic, che era stato concepito per limitare il progredire dell'osteoporosi e che in realtà, pur non avendo presentato particolari controindicazioni, si è rivelato inefficace contro la patologia ossea. Ciononostante in test di laboratorio condotti su topolini e tessuti umani si sono potuti apprezzare risultati positivi nel trattamento dell'asma. Seguiranno ulteriori test e, conclude la dott.ssa Riccardi, "se possiamo dimostrare che calcilytic e' sicuro se somministrato direttamente ai polmoni delle persone, in cinque anni potremmo essere in grado di curare i pazienti e potenzialmente fermare l'asma".

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