Sta suscitando molto interesse ed una certa simpatia il progetto di Asgardia, la prima nazione spaziale il cui nome si ispira alla mitica città nel cielo. Ad oggi per ottenere la cittadinanza, o meglio per prenotarsi ad essere uno dei primi potenziali 100mila abitanti della nazione spaziale, è sufficiente iscriversi nel suo sito, fornendo le proprie generalità. Fin dall'annuncio del suo fondatore – lo scienziato russo Igor Ashurbeyli – nell'ottobre 2016, Asgardia contava nel giro di tre settimane ben 500mila candidati alla cittadinanza.

Asgardia: micro-stato o micro-nazione?

Il primo di una serie di satelliti che dovrebbero costituire le prime fasi della formazione del territorio di Asgardia dovrebbe essere lanciato il 12 settembre di quest'anno, si tratterebbe del Asgardia 1. La nazione si prefigge lo scopo di difendere l'umanità da minacce esterne, per lo più asteroidi, e anche se non viene spiegato mai in modo chiaro, dalle foto correlate negli articoli che riportano la notizia si presume che l'intenzione sia quella di costituire stazioni spaziali abitate in un futuro non meglio precisato. Anche i tweet della cosiddetta nazione contribuiscono ad alimentare questo proposito.

La richiesta di ammissione all'Onu è prevista per il 2018. Qui cominciano i primi problemi. Uno Stato per essere riconosciuto deve avere caratteristiche ben precise: un popolo permanente, un territorio ben preciso, un governo e la capacità di comunicare con gli altri Stati; quel che maggiormente conta infine è il riconoscimento da parte degli altri governi. Asgardia si trova in una situazione ben più ambigua di quella che caratterizza le cosiddette "micronazioni", la cui origine si deve non a caso allo sviluppo di Internet, senza avere mai ottenuto alcun riconoscimento – un po' come Petoria dei Griffin. Mentre non dobbiamo fare confusione coi "micro-stati", che esistono sul serio e sono riconosciuti, come la Città del Vaticano.

Pubblicità mediatica e futuro incerto.

Del resto le incomprensioni attorno alla questione di Asgardia non sono mai mancate. Benché non si spieghi mai che tutti i candidati alla cittadinanza verranno spediti nello Spazio, questa è l'idea che si son fatti buona parte degli iscritti al progetto. Diventare un "cittadino dello Spazio" è ancora impossibile. Ad oggi la permanenza prolungata in assenza di gravità è uno dei principali problemi che rendono difficile raggiungere Marte.

Un altro problema è rappresentato dai costi. Se Asgardia vorrà almeno inviare dei satelliti non lo potrà fare certo gratis. Il fondatore lamenta diverse difficoltà soprattutto dal punto di vista delle tasse. A questo si aggiungono altri problemi sulla scelta dei cittadini effettivi, la lingua ufficiale e la moneta. Tutto un "fare i conti senza l'oste", essendo ancora molto improbabile il riconoscimento da parte dell'Onu. Non di meno, queste difficoltà dovrebbero essere sufficienti a sfatare una teoria di complotto che vedrebbe gli Illuminati coinvolti.

Il complotto degli Illuminati.

Asgardia attraverso i suoi satelliti dovrebbe far parte di un più ampio piano di controllo mentale. Oltre al fatto che nessuno è riuscito a dimostrare che esista una associazione di Illuminati volta a conquistare il Mondo, è altrettanto misterioso il modo in cui un satellite di piccole dimensioni dovrebbe controllarci le menti, più di quelli attualmente in orbita.