Meduse, zanzare, e polpi blu. Sono questi alcuni degli animali più pericolosi del mondo. Lo avreste detto mai? La classifica delle specie più temibili è molto varia: ci sono, infatti, non solo esseri di grossa stazza, come gli ippopotami, i leoni o gli orsi, che sono anche tra i più forti in assoluto, in grado di combattere e annientare l'uomo con un piccolo movimento, ma anche bestie apparentemente innocue, e che si trovano molto vicine a noi, ma nella maggior parte dei casi velenose. Ecco, allora, l'elenco con gli undici animali più rischiosi del pianeta.

Meduse.

Le meduse sono tra gli animali più affascinanti e antichi del mondo, ma anche tra i più temibili. Alcune specie, tra le oltre mille conosciute, sono addirittura mortali, ma fortunatamente si trovano soprattutto nell'Oceano Pacifico e in quello Indiano. Tra queste, c'è la cosiddetta Medusa vespa di mare, o Chironex fleckeri, che ha un veleno così potente da uccidere una persona in meno di 60 secondi: grande come un pallone da basket, ha 60 tentacoli lunghi fino a 3 metri, e i pungiglioni che li ricoprono possono penetrare nella pelle umana fino a circa 1 millimetro e iniettare in questo modo il veleno. Anche in Italia, però, esistono esemplari di meduse pericolose. Certo, non mettono a rischio la vita dei soggetti con cui vengono a contatto, ma possono creare altri tipi di problemi. Ad esempio, la Pelagia noctiluca, molto comune nel Mar Mediterraneo, ha un veleno che è fra i più urticanti e dolorosi, caratteristiche che la rendono un vero e proprio spauracchio fra i bagnanti, mentre la Drymonema dalmatinum è ritenuta molto tossica, ma data la grande difficoltà di incontrarne una è probabile che nessuno sia mai stato vittima della sua sostanza tossica.

Polpo ad anelli blu.

in foto: Polpo ad anelli blu o Hapalochlaena lunulata (Wikipedia).

Restando sempre nei fondali marini, tra gli animali più pericolosi del mondo c'è il polpo ad anelli blu (o Hapalochlaena lunulata). Si tratta di un piccolo polpo, lungo circa 5 centimetri, che vive nelle acque tropicali dell'Oceano Pacifico occidentale, in particolare nella barriera corallina australiana. Sebbene aggredisca soltanto se spaventato, il suo morso può essere molto pericoloso, in quanto le sue ghiandole salivari producono una sostanza altamente tossica, la tetrodotossina, che uccide provocando la paralisi progressiva della muscolatura volontaria, quindi del gusto, della sensibilità e della vista. Il becco a pappagallo del polpo punge facilmente la pelle e il muscolo sottostante, senza per altro che la persona colpita se ne accorga, in quanto risulta indolore. Se non si interviene tempestivamente, si può andare incontro ad un blocco respiratorio. Nell'ultimo secolo si contano 3 vittime accertate.

Squalo Bianco.

Squalo bianco (Getty). in foto: Squalo bianco (Getty).

Che lo squalo bianco sia nella lista degli animali più pericolosi del mondo non è una novità. A lui è dedicato uno dei film più famosi della storia del cinema, "Jaws", del 1975 e diretto da  Steven Spielberg, in cui è rappresentato come killer silenzioso del mare. I suoi trecento denti affilati gli permettono di nutrirsi di una quantità incredibile di pesci e di attaccare anche l'uomo, se questi invade il suo habitat naturale e di conseguenza si sentono minacciati. Le sue "vittime" preferite sono i surfisti, che scambia per le proprie prede naturali, ovvero tartarughe marine e foche. Tuttavia, pare che la carne umana non si la loro preferita, probabilmente perché troppo priva di grassi. Non è difficile trovarne degli esemplari anche nel Mar Mediterraneo, avvistato spesso al largo della Sicilia dove gli esperti credono ci sia un vero e proprio sito di riproduzione.

Zanzara tigre.

Molto aggressive e fastidiose, alcuni esemplari di zanzara sono tra gli animali più temibili del pianeta. In particolare, lo è l'Aedes albopictus, conosciuta anche come zanzara tigre, che punge sia uomini che altri animali. Non è velenosa, quindi direttamente pericolosa per la vita degli esseri umani, ma è responsabile della trasmissione di alcune malattie mortali, come la Dengue, Chikungunya, la febbre gialla e West Nile Virus. A ciò si aggiunge la patologia del verme cardiaco, la Dirofilaria, un nematode filiforme che colpisce soprattutto i cani. Ma ultimamente più noto di tutti è diventato il virus Zika, che ha gettato nel panico tutto il mondo. La sua diffusione è stata messa in correlazione alla nascita di bambini affetti da microcefalia, il che ha portato ad alzare l'attenzione su questo tipo di patologia. Ancora, questo animale porterebbe anche la malaria, che ogni anno uccide circa seicentomila persone e danni economici per miliardi di dollari.

Drago di Komodo.

Drago di Komodo (Getty). in foto: Drago di Komodo (Getty).

Il drago di Komodo è la più grande lucertola vivente ed è probabilmente tra i più veloci predatori rettili, riuscendo a percorrere più di 10 chilometri. Oggi a rischio di estinzione, si trova in alcune isole asiatiche, in particolare in Thailandia, pesa circa 130 chili e si camuffa con l'ambiente circostante, per cui è difficile scoprire quando sta per avvicinarsi. Può uccidere una persona con un solo morso, perché i suoi caratteristici denti seghettati lacerano le carni mandando in circolo un mix letale di veleno e batteri, molto simile a quello dei serpenti, che provoca paralisi muscolare, shock e perdita di coscienza e iniettando nel sangue anche sostanze fluidificanti, che impediscono la coagulazione delle ferite della preda dissanguandola. Anche la sua saliva è piena di batteri, in grado di uccidere le vittime in meno di 24 ore.

Coccodrillo.

Esemplare di coccodrillo (Getty). in foto: Esemplare di coccodrillo (Getty).

I coccodrilli sono responsabili di circa duemila morti umane all'anno, il che fa trovare loro un posto di tutto rispetto nell'elenco degli animali più pericolosi del mondo. I più temibili in assoluto sono quelli che vivono nel Nilo e nelle acque salate. La loro dieta include una serie di carni diverse, tra cui non solo quella umana: questi grandi rettili riescono a mangiare una gran varietà di animali, vivi e morti. È guidato dall'istinto primario di sopravvivenza e dalla necessità di difendere il suo territorio. L'uomo, in particolare, diventa una facile preda quando cerca di entrare nei suoi confini. La loro tecnica di "aggressione" è sempre la stessa: una volta balzati fuori dall'acqua, addentano le loro vittime, che restano bloccate all'interno delle fauci, e le trascinano in acqua per farle affogare.

Leone.

Leone, il re della savana (Getty). in foto: Leone, il re della savana (Getty).

Come il coccodrillo, il leone attacca prevalentemente per difendere il proprio territorio. Conosciuto per essere il re della savana e della giungla, detiene il titolo di predatore per eccellenza, grazie ai suoi denti aguzzi e ai lunghi artigli che gli permettono di paralizzare e sbranare le sue prede. È anche molto veloce, riuscendo a inseguire le sue vittime fino a 50 miglia all'ora. In Africa, può rappresentare un pericolo per i turisti che si addentrano a scoprire la vegetazione locale nei vari Safari. Molti, infatti, sono i morti che si registrano ogni anno, per cui il leone è al primo posto della classifica degli animali che uccidono più uomini. Ma attaccano spesso anche persone del luogo, proprietari terrieri, domatori e personale degli zoo, quando si sentono minacciati.

Bufalo nero (Syncerus caffer)

Specie di bufalo nero (Getty). in foto: Specie di bufalo nero (Getty).

Il bufalo nero (o Syncerus caffer) non ha niente a che vedere con gli animali che vivono anche nei nostri territori e che vengono utilizzati per preparare formaggi e mozzarella. Si tratta di una specie pericolosa, che vive soprattutto nella savana in Africa, dove le popolazioni locali lo hanno ribattezzato "la morte nera". È imprevedibile, forte e molto pesante, basti pensare che può raggiungere tra le 900 e le 1800 libbre di peso. Uccidono circa 200 persone all'anno, ma è contro gli altri predatori che sono particolarmente aggressivi, in particolare contro leoni e coccodrilli. Si tratta infatti di animali che amano la pace e la tranquillità, per cui tendono ad aggredire chi minaccia il loro habitat. A far paura sono le loro corna lunghe ripiegate prima verso l'esterno e poi ricurve verso l'alto, che si vanno assottigliando e che superano il metro di lunghezza.

Ippopotamo.

Ippopotamo (Getty). in foto: Ippopotamo (Getty).

L'ippopotamo è il terzo mammifero più grande del mondo, oltre che una delle specie animali più pericolose. Non è raro trovarli in giro negli zoo del pianeta, ma la loro casa è prevalentemente in Africa, dove sono i maggiori responsabili di morti umane. Il suo nome deriva dal latino e significa letteralmente "cavallo di fiume". Non si nutre generalmente di carne umana, essendo erbivoro, ma attacca le persone che vogliono minacciare il suo habitat naturale. Non lasciatevi, quindi, ingannare dal suo aspetto all'apparenza docile. È dotato di grande forza e velocità, senza contare le dimensioni della sua bocca, la più grande del mondo animale, dotata di 40 denti aguzzi, per cui è meglio non farlo arrabbiare.

Elefante.

Elefante (Getty). in foto: Elefante (Getty).

Anche in questo caso, non lasciatevi ingannare dalla sua aria apparentemente docile. L'elefante, soprattutto quello africano, è il più grande mammifero del mondo, oltre che il più intelligente. Se attacca l'uomo è, ancora una volta, solo per difesa, del territorio e della sua famiglia, ma lo scontro è talmente impari da non lasciare scampo. Non capita di rado, ad esempio, che possa attaccare interi villaggi quando sono accecati dalla rabbia. Ogni anno muoiono circa 500 persone in questo modo. Può arrivare ad oltre 6 metri di lunghezza, a quasi tre metri e mezzo di altezza e pesare oltre 5000 chilogrammi.

Orso polare.

Orso polare (Getty). in foto: Orso polare (Getty).

Sembra un peluche, con il suo pelo bianco e morbido. Eppure, l'orso bianco è tra gli animali più pericolosi del mondo. È il più grande mangiatore di carne della terra, in cima alla catena alimentare, dotato di grosse zampe con artigli affilatissimi che riescono a sezionare qualsiasi cosa in pochi minuti. Vive tra i ghiacci del Circolo Polare Artico e può attaccare soprattutto nei periodi di carestia, quando è difficile reperire le foche, che sono gli animali di cui si nutrono generalmente.