Anche quest’anno abbiamo prosciugato le risorse a disposizione per la Terra molto prima del previsto. Secondo i calcoli del Global Footprint Network, l’organizzazione di ricerca internazionale che ha dato avvio al metodo di misura dell’Impronta Ecologica (in inglese Ecological Foorprint), il 2 agosto 2017 è il giorno in cui “l’umanità avrà usato l’intero budget annuale di risorse naturali, detto anche Overshoot Day. Il 60% di questo budget è rappresentato dalla richiesta di natura per l’assorbimento delle emissioni di anidride carbonica”. Cosa significa? Semplice, i prossimi 5 mesi che vivremo sulla Terra utilizzeremo risorse che in teoria non abbiamo a nostra disposizione prosciugando di fatto il nostro Pianeta.

4,3 volte l’Italia. Se in generale l’umanità sta utilizzando la natura ad un ritmo che è 1,7 volte superiore rispetto alla capacità di rigenerazione degli ecosistemi (in pratica servirebbero 1,7 volte pianeti Terra per soddisfare il nostro fabbisogno di risorse naturali, l’anno scorso il numero era inferiore e pari a 1,6, insomma stiamo peggiorando), osservando nel dettaglio delle nazioni, scopriamo che servirebbero 4,3 l’Italia o 2,6 pianeti Terra per soddisfare le necessità degli italiani.

Speranze per il futuro. Se la situazione può sembrarci tragica, non è però senza speranze. Se riuscissimo a posticipare l’Overshoot Day di 4,5 giorni ogni anno potremmo riequilibrare lo sfruttamento delle risorse entro il 2050. Possibile?

Cosa possiamo fare. Se vogliamo salvare il pianeta e non sfruttare oltre le risorse che abbiamo a disposizione, dobbiamo ridurre gli sprechi alimentare del 50% in tutto il mondo (così potremmo posticipare la data di 11 giorni) e ridurre del 50% la componente dell’Impronta Ecologica globale dovuta all’assorbimento di anidride carbonica, questo sposterebbe la data di 89 giorni.