La Sacra Sindone di Torino (così chiamata, per distinguerla da gli altri teli sacri, ove sarebbe impressa l'immagine di Gesù) è una delle più importanti reliquie del cristianesimo che da sempre fa discutere i fedeli e il mondo della scienza. Ma cos'è la sacra sindone di Torino? Qual è la sua storia? Quali misteri nasconde? E cosa abbiamo scoperto fino ad oggi? Ecco tutto quello che c'è da sapere sulla sacra sindone di Torino.

Cos'è la Sacra Sindone

Per i fedeli della chiesa di Roma, la sacra sindone rappresenta il telo di lino dove venne avvolto il corpo di Cristo, dopo la sua crocifissione e su cui, per miracolo, sarebbe rimasta impressa l'immagine del figlio di Dio. La sua storia, sia quella documentata che parte dal 1353 sia quella supposta, passa da vicende alterne, come scomuniche, incendi e furti, fino a farla giungere dove è oggi conservata, al Duomo di Torino. Nella sua ultima ostensione, avvenuta nel 2015, due milioni di fedeli si sono radunati per pregare sotto il sudario simbolo del calvario di Gesù.

Com'è fatta la sacra sindone

La sacra sindone è un panno di lino cucito a mano a trama di spina di pesce e dal colore giallo ocra. Le sue misure sono di 441 centimetri di lunghezza e 111 di lunghezza. Sopra vi si può scorgere, ma solo da qualche metro di distanza, 2 immagini verticali, una frontale e una dorsale, di un uomo maschio adulto, con la barba e i capelli lunghi. Un telo dello stesso materiale è stato cucito sulla Sindone, come supporto e protezione e svariate toppe sono ben visibili, cucite, dalle suore clarisse che la custodivano a Chambéry, per riparare i danni di un incendio che probabilmente sciolse lo scrigno d'argento che la conteneva, danneggiandola.

La storia della sacra sindone

La prima fonte storica documentata che tratta la Sindone è risalente al 1353, quando il cavaliere Goffredo di Charny fece costruire una chiesa nella città di Lirey, per contenere un sudario che avvolse il panno di Gesù. Una lettera di qualche anno, inviata all'antipapa francese (in quel periodo vi erano due papi, uno italiano e uno francese), dopo ci racconta che il vescovo di Troyes protestò vivamente per l'ostensione della reliquia della Sindone ai fedeli. Secondo il vescovo infatti il suo predecessore aveva fatto delle indagini e non solo attestò che il panno fosse un falso, ma scovò pure il falsario la produsse, non donandoci purtroppo il nome. Dopo una serie di contenziosi fu deciso di continuare le ostensioni, ma di dichiarare che fosse "pictura seu tabula" una tavola dipinta. Negli anni successivi, Margherita, la figlia di Goffredo, con la scusa di mettere a riparo la reliquia dalla guerra con la Borgogna, la sottrasse ai canonici. La figlia del cavaliere fu punita con una pena gravissima per aver continuato a dichiarare il telo come vero e per averlo venduto ai duchi di Savoia: fu infatti scomunicata nel 1457. Anche i Savoia fecero costruire una cappella per il culto della reliquia, ottenendo però prima il lascia passare del papa. L'edificio nella notte tra il 3 e il 4 dicembre 1532 andò a fuoco e solo grazie al consigliere del duca che con due frati e alcuni fabbri forzò i cancelli, la Sindone si salvò. Cambiata la capitale del regno di Savoia, la Sindone fu spostata a Torino dove rimarrà per quasi tutto il tempo. Fu mossa solo durante l'assedio dei francesi nel 1700 e la seconda guerra mondiale per nasconderla rispettivamente a Genova e in Campania nell'abbazia di Montevergine.

La sacra sindone è vera o falsa?

Molti sono stati i test effettuati sulla sacra sindone per verificarne la veridicità, ecco i più importanti:

  • Un esame al carbonio 14  data il panno a un periodo compreso fra 1260 e il 1360
  • Esami sulle tracce ematiche fatti nel 1978 il cardinale di Torino Ballestrero non riscontrarono presenza di sangue ma di ocra rossa, ma altri studi successivi dettero risultati contrastanti
  • Il paragone fra la sindone e altri teli funebri di periodi analoghi allo 0 mostrano molte differenze come struttura tessuto e trama
  • L'immagine  presente sulla sindone manca delle deformazioni tipiche dell'immagine impressa tra un corpo e una tela
  • Segni di vari oggetti sono stati riscontrati sul telo, come le monete usate per coprire gli occhi o le spine della corona del calvario
  • Max Frei Sulzer, ex direttore della polizia scientifica di Zurigo, prelevò diversi pollini nel 1973 dalla sindone riscontrando la presenza di piante riconducibili alla Palestina

Tra tutti i test effettuati in questi anni, ce n'è uno però che dimostrerebbe la non autenticità della sacra sindone. L'antropologo forense Matteo Borrini e il chimico organico Luigi Garlaschelli hanno infatti analizzato le macchie di sangue sul tessuto utilizzando le tecniche della polizia scientifica per comprendere anche le dinamiche del delitto: i dati raccolti hanno dimostrato che si tratterebbe di tracce ‘totalmente irrealistiche', insomma, la sacra sindone sarebbe un falso.

Una morte cruenta per l'uomo della sacra sindone

Qualche tempo fa, una ricerca sulla sacra sindone è arrivata alla conclusione che l'uomo avvolto nel telo sarebbe morto in seguito a pesanti torture prima di una fine cruenta. Insomma, questo studio, parlando di un individuo morto avvolto dalla sacra sindone, sembrerebbe confermare invece l'autenticità del telo.

Non sappiamo ancora se la sacra sindone sia o no un falso, quel che è certo è che nel 2018 questo oggetto ‘religioso' non smette mai di stupire.