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Quando c'è un temporale uno dei rischi maggiori per chi si trova all'aperto è essere colpito da un fulmine, una potente scarica elettrica potenzialmente letale. Benché le probabilità di essere colpiti da questo fenomeno atmosferico siano molto poche, non si tratta di eventi rarissimi. Si stima infatti che ogni anno, nel mondo, circa mille persone vengano colpite da un fulmine. Nell'estate del 2019 in Italia sono stati registrati due eventi mortali; quello del cuoco trentaseienne Daniele Del Nobile, ucciso sulle montagne del bellunese mentre si recava al lavoro, e quello del cinquantenne Andrea Bossi, colpito da un fulmine mentre era in sella alla sua bicicletta su un sentiero del Friuli Venezia Giulia. Ma perché i fulmini colpiscono le persone? Prima di tutto, vediamo insieme cos'è un fulmine.

Cos'è un fulmine

Un fulmine è una potente scarica elettrica, generalmente scatenata da una nuvola verso il suolo. Il fenomeno è accompagnato dall'emissione di luce (il lampo) e da un fragoroso boato (il tuono), indotto dall'espansione dell'aria che produce l'onda d'urto. Il fulmine origina a causa di una netta differenza di potenziale elettrico tra la nuvola (carica di energia statica) e il suolo o l'oggetto che si frappone fra esso. In parole semplici, le particelle cariche negativamente sulla nuvola sono attratte da quelle positive a terra; la differenza di potenziale innesca la scarica elettrica con lo stesso principio delle piastre di un condensatore.

Perché i fulmini colpiscono le persone

Come indicato, la scarica elettrica si genera per la differenza di potenziale tra la nuvola e gli oggetti a terra o il suolo. Il corpo umano è conduttore e dunque può “attirare” il fulmine. Il fenomeno atmosferico tende naturalmente a cercare il percorso più breve possibile per scaricarsi a terra e annullare la differenza di potenziale; ne consegue che l'oggetto più alto – ancor più se appuntito – diventa il bersaglio privilegiato. È proprio a causa di ciò che sono stati progettati i parafulmini – oggetti appuntiti normalmente posti sulle sommità edifici – ed è il motivo per cui i fulmini colpiscono spesso gli alberi. Ora immaginate di trovarvi in un prato all'aperto durante un temporale: qual è l'oggetto più alto al suolo? Voi stessi. E con un ombrello in mano sareste un bersaglio ancor più “privilegiato”.

Come ridurre il rischio di essere colpiti da un fulmine

Durante un temporale per prima cosa è opportuno cercare un riparo al chiuso, come un edificio o una macchina. Quest'ultima, infatti, benché sia metallica e un ottimo bersaglio per un fulmine, funziona come una perfetta gabbia di Faraday: in parole semplici, isola chi è all'interno dall'eventuale scarica elettrica, facendola disperdere lungo il telaio. Nel caso in cui veniste sorpresi all'aperto da una tempesta e non aveste alcun rifugio a portata è saggio stare lontani da oggetti alti come alberi, pali e simili; nel caso fossero colpiti potreste essere investiti anche voi dalla scarica elettrica, o da eventuali detriti. Va assolutamente evitata anche l'acqua, che com'è noto è un ottimo conduttore. In un prato all'aperto la soluzione migliore resta quella di nascondersi in eventuali fossi e simili (facendo attenzione a eventuali alluvioni). In totale assenza di ripari il modo migliore per proteggersi è mettersi sulle ginocchia, cercando di rannicchiarsi il più possibile.

Come calcolare la distanza di un fulmine

Conoscere la distanza dei fulmini può essere utile per valutare la posizione di un rifugio e sapere quanto si è al sicuro. Normalmente vediamo sempre prima il lampo e poi sentiamo il tuono, questo perché la luce viaggia molto più velocemente del suono. Per determinare approssimativamente la distanza (in chilometri) di un fulmine è sufficiente contare quanto tempo (in secondi) intercorre tra il lampo e il tuono e dividere per tre. Il suono impiega infatti tre secondi per coprire un chilometro. Per fare un esempio, se tra lampo e tuono trascorrono sei secondi, il fulmine è caduto a circa due chilometri di distanza da voi.