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Le straordinarie immagini di un esopianeta che orbita a 63 anni luce dalla Terra

Grazie al sensibilissimo strumento SPHERE del Very Large Telescope (VLT) posizionato in Cile, gli scienziati dell'Osservatorio Europeo Australe sono riusciti a immortalare un esopianeta che orbita a 63 anni luce dalla Terra. Beta Pictoris b è 13 volte più massiccio di Giove e ha una temperatura di 1.500° centigradi.
Credit: ESO/SPHERE/LAGRANGE

Le rarissime e spettacolari immagini di un esopianeta che transita innanzi alla propria stella di riferimento sono state catturate e divulgate dagli scienziati dell'Osservatorio Europeo Australe (ESO). Si tratta di documenti dall'altissimo valore scientifico, che sottolineano quanto lontano e con quale dettaglio oggi riusciamo a ottenere informazioni su questi mondi “alieni”. Non è da escludere che in futuro, con strumenti ancora più efficaci, riusciremo a vedere anche la futura "casa" dell'umanità; del resto, se non vorremo estinguerci a causa l'inevitabile “morte” del Sole, saremo costretti a trasferirci altrove.

Gli scatti, pubblicati sul sito ufficiale dell'ente, sono stati ottenuti grazie ai sensibilissimi strumenti equipaggiati sul Very Large Telescope (VLT), un sistema di quattro telescopi con specchi da 8,2 metri posizionati sul Cerro Paranal, una montagna nell'arido deserto cileno di Atacama. Il protagonista di questi scatti è l'esopianeta Beta Pictoris B, l'unico ad oggi conosciuto attorno alla stella Beta Pictoris, a 63 anni luce dalla Terra. Si tratta di un gigante gassoso con dimensioni 1,5 volte maggiori rispetto a Giove e con una massa 13 volte superiori; orbita a una distanza di 1,3 miliardi di chilometri – leggermente più vicina di quella di Saturno attorno al Sole – e impiega 20 anni per compiere un giro completo. Si tratta di un mondo “infernale” con una temperatura stimata di 1.500° centigradi.

Beta Pictoris b fu osservato per la prima volta nel 2008 dallo strumento NACO del VLT, ma è solo grazie alle riprese recenti con lo Spectro-Polarimetric High-contrast Exoplanet REsearch (conosciuto con l'acronimo di SPHERE) che gli scienziati sono riusciti ad osservare le immagini dirette del suo transito, ben visibili dal contrasto con la stella. Normalmente l'esistenza dei pianeti extrasolari viene determinata con tecniche indirette come quella del transito e quello della velocità radiale, mentre in questo caso nel video time-lapse diffuso dall'ESO è possibile ammirare direttamente Beta Pictoris b.

“Queste immagini sono un risultato notevole, che annuncia una nuova era in una delle aree più interessanti e stimolanti dell'astronomia – scoprire e caratterizzare gli esopianeti”, ha dichiarato l'ESO in un comunicato stampa. Tra i prossimi obiettivi degli scienziati c'è sicuramente Proxima b, l'esopianeta più vicino alla Terra che potrebbe persino avere condizioni ideali per ospitare la vita.

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