La lunghezza del pene potrebbe influire sulla fertilità di un uomo, questo è quanto suggerisce lo studio del dottor Austern Slade della University of Utah che analizzato i dati raccolti su due campioni di uomini, fertili e non, e li ha messi a confronto con la lunghezza del loro pene. Ma vediamo quali sono le misure considerate ‘a rischio' e perché gli uomini non dovrebbero (ancora) preoccuparsi.

Lo studio sulla lunghezza del pene. I ricercatori hanno analizzato le informazioni riguardanti 815 uomini, di cui 219 non fertili, e li hanno messi in relazione con la lunghezza del loro pene ‘a riposo'. Dai dati raccolti è emerso che coloro il cui pene misurava mediamente 12,5 centimetri erano più a rischio infertilità rispetto a coloro che invece misuravano 13,4 centimetri. “Questo è il primo studio che dimostra un associazione tra la lunghezza del pene e l'infertilità” affermano i ricercatori. “Non sappiamo ancora però se la ridotta lunghezza sia correlata a fattori genetici o congeniti associati ad infertilità, come la disgenesia testicolare (alterazione del tessuto testicolare), o a differenze ormonali tra i gruppi”. Insomma, se è vero che lo studio ha portato i ricercatori a pensare che ci sia un'associazione diretta tra la lunghezza del pene e il rischio infertilità, restano comunque molti studi da fare per poter dare una risposta definitiva: gli uomini possono dunque (per ora) non preoccuparsi.

Studi passati. Studi passati si erano già interrogati sulla possibile relazione tra lunghezza del pene ed infertilità, prendendo in esame la distanza anogenitale. Uno studio del 2011 era giunto alla conclusione che gli uomini con un pene ridotto di 5,2 centimetri rispetto alla media rischiavano sette volte di più di avere problemi di infertilità. Nel 2017 invece un altro studio aveva dimostrato che i livelli di fertilità in occidente si sono dimezzati negli ultimi 40 anni. Insomma, qualcosa sta succedendo, ma cosa?

Rischio ftalati. Sotto accusa per ora sono gli ftalati, come abbiamo già visto in passato, queste sostanze, che si trovano negli smalti, nei profumo e nei pesticidi, agiscono nel nostro corpo come estrogeni, cioè ormoni femminili, rischiano di disturbare lo sviluppo dei genitali maschili, femminilizzandoli. A questi prodotti, vanno aggiunti l'obesità e il vizio del fumo, anch'essi considerati causa dell'incremento dell'infertilità maschile: in conclusione, per ridurre il rischio di non poter concepire, più che preoccuparsi della lunghezza del loro pene, gli uomini dovrebbero fare attenzione al loro stile di vita.