Per circa un miliardo e mezzo di musulmani, comincia oggi il mese del digiuno, dell'astinenza, della preghiera e della carità. Il Ramadan, nono mese dell'anno lunare islamico, inizia quest'anno la sera del 15 maggio e terminerà la sera del 14 giugno con i tradizionali grandi festeggiamenti. Come mai proprio queste due date?

La vigilia del Ramadan a Surabaya, in Indonesia.
in foto: La vigilia del Ramadan a Surabaya, in Indonesia.

Un mese "mobile"

In realtà, rispetto al nostro calendario gregoriano, il Ramadan non cade mai nello stesso giorno. Questo accade perché il calendario musulmano regola la scansione del tempo sulla base della Luna, e non del Sole, e conta 12 mesi che possono essere di 29 o 30 giorni. Per questa ragione, la durata dell'anno è di 354 giorni – ogni tre anni, però, ne conta 355 – e le date appaiono "mobili" rispetto al calendario solare.

Cosa determina l'inizio di un nuovo mese lunare? Naturalmente, l'osservazione del primo falcetto di luna nuova. Da qui derivano anche le lievi oscillazioni nella durata a cui abbiamo fatto cenno. Il Ramadan dura 30 giorni ed è seguito dal mese di Shawwāl, nel primo giorno del quale cade la ʿīd al-fiṭr, una delle festività più importanti del mondo musulmano che celebra la conclusione del periodo di penitenza.

In esposizione la tipica lanterna (fanoos) che abbellisce le strade di città e paesi durante il Ramadan in un mercato de Il Cairo.
in foto: In esposizione la tipica lanterna (fanoos) che abbellisce le strade di città e paesi durante il Ramadan in un mercato de Il Cairo.

I doveri del fedele durante il Ramadan

Il Ramadan è il mese in cui il profeta Maometto ricevette la rivelazione dall'angelo Gabriele. Durante questo periodo, come è noto, i fedeli devono praticare il digiuno, sawm, per non macchiarsi di empietà: non un digiuno totale, s'intende, ma che duri dall'alba al tramonto e che, oltre al cibo, contempli l'eliminazione delle bevande; bisogna astenersi anche dal fumo e dall'attività sessuale.

Attraverso questi strumenti, bisogna rafforzare l'autodisciplina, il controllo degli istinti e dei cattivi pensieri, nonché l'amore per Dio, passando anche per l'appartenenza ad una comunità compatta: prendere parte ad un rito collettivo dal forte impatto, e tanto sentito, crea infatti una morale condivisa che condiziona la sfera del pubblico ancor più di quella del privato. Oltretutto il digiuno e l'astinenza vengono interpretati anche come un sacrificio fatto dal fedele per ricordare quali sono le condizioni di privazione in cui vivono i poveri ed i miserabili, avvicinando in questo modo ancor più l'uomo al divino.

Manila: in moschea, un fedele filippino prega in occasione del primo giorno di Ramadan.
in foto: Manila: in moschea, un fedele filippino prega in occasione del primo giorno di Ramadan.

Si può "saltare" il digiuno?

In relazione a ciò, un altro aspetto fondamentale del Ramadan è costituito dall'elemosina, che va fatta, secondo le possibilità di ciascuno, soprattutto da quanti sono esentati dal digiuno, ossia donne incinte e malati cronici, come forma di compensazione. Anche le persone in viaggio e le donne con il ciclo sono esentate dal digiuno, anche se in maniera temporanea: dovranno infatti recuperarlo quando possibile.