Il sesso non fa male, le droghe sì. Fin qui nulla di nuovo. Ma cosa accade se per avere un rapporto sessuale più intenso assumiamo sostanze stupefacenti? Il termine esatto per definire questa pratica è “ChemSex”, tradotto banalmente suonerebbe come “Sesso Chimico”, conosciuto anche come “Party and Play” in questi ultimi anni si sta rivelando un vero e proprio fenomeno pericoloso soprattutto tra i giovani.

Le droghe che vengono utilizzate per incrementare gli effetti del sesso sono:

  • metanfetamina, nella sua forma più pura, quindi Crystal meth o Shaboo – questa droga incrementa il senso di euforia e dà energia, funziona incrementando i livelli di dopamina (neurotrasmettitore che agisce sulla gratificazione sessuale, sulla soddisfazione e sulla motivazione) nel cervello, crea dipendenza ed è estremamente dannosa
  • GHB (acido γ-idrossibutirrico) – conosciuta anche come “droga da stupro” si tratta di una sostanza che provoca euforia, aumenta la socialità, il benessere e il desiderio sessuale (negli uomini mantiene l'erezione)
  • GBL (acido gamma butirrolattone) – detta anche “droga party”, si tratta di una droga che riduce le inibizioni sessuali e incrementa il desiderio di relazioni sociali
  • mefedrone – questa droga sintetica, conosciuta anche come “Meow Meow”, ha effetti simili a quelli dell'ecstasy, incrementa il desiderio sessuale e l'euforia.

Assunte spesso insieme, queste droghe, come abbiamo visto, puntano ad incrementare la voglia di fare sesso e diminuire le inibizioni. Questo, oltre ad essere molto pericoloso per la salute del nostro cervello che viene bombardato da sostanze chimiche dannose, è rischioso anche in riferimento alle malattie sessualmente trasmissibili: il pericolo è infatti che, presi dell'euforia i consumatori, o i partner, si dimentichino di proteggersi adeguatamente, aumentando le probabilità di essere contagiati.