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Cancro, i broccoli contrastano i tumori: scoperta la molecola contro la malattia

Gli scienziati hanno scoperto che nei broccoli c’è una molecola che permette di contrastare la crescita dei tumori. Vediamo insieme come gli esperti sono giunti a questa conclusione, quali sono le altre verdure che contengono questa molecola e quali dovrebbero essere le quantità di verdure efficaci da mangiare ogni giorno.
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A cura di Zeina Ayache
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I broccoli contengono una molecola che rende inattivo un gene che svolge un ruolo importante in molti tumori umani comuni, questo è quanto hanno scoperto i ricercatori che hanno testato gli effetti di questa verdura, e di altre, sul cancro. Vediamo insieme come i broccoli contrastano i tumori.

Geni a confronto e tumori. Gli scienziati hanno studiato il gene PTEN che è un oncosoppressore, ma che, quando muta, può provocare diverse sindromi che sfociano in cancro. Ad esempio quando interagisce con un enzima prodotto dal gene WWP1 che blocca l’attività del PTNE. In pratica il gene WWP1 è un gene che svolge un ruolo importante nello sviluppo del cancro ed è anche una sorta di criptonite del PTEN, che invece dovrebbe bloccarlo.

Una molecola nei broccoli. Analizzando i broccoli, gli scienziati hanno scoperto che al oro interno c’è una piccola molecola, chiamata indolo-3-carbinolo, influenza l’attività del gene WWP1, disattivandolo, e quindi permettendo all’oncosoppressore PTEN di fare il suo lavoro contro i tumori. Questi effetti sono stati dimostrati in laboratorio sugli animali dove è stato possibile osservare il gene PTEN all’opera grazie alla disattivazione del WWP1, ‘per mano’ della molecola indolo-3-carbinolo.

Non solo broccoli. Gli scienziati spiegano che questa super molecola non è presente solo nei broccoli, ma anche in altre verdure crocifere come cavolfiore, cavolo, cavolini di Bruxelles e cavolo riccio.

Mangiare broccoli. Purtroppo non basta mangiare un po’ di broccoli o altre crocifere al giorno per ottenere gli stessi risultati raggiunti dagli scienziati in laboratorio, le quantità che dovremmo mettere nel nostro piatto per pareggiare quelle dell’esperimento si aggirano intorno ai 2,5 chili ci cavolini di Bruxelles al giorno, crudi. Ovviamente gli scienziati stanno ora lavorando per capire come sfruttare in termini di trattamenti quanto osservato in laboratorio.

Lo studio, intitolato “Reactivation of PTEN tumor suppressor for cancer treatment through inhibition of a MYC-WWP1 inhibitory pathway”, è stato pubblicato su Science.

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