È stata pubblicata la classifica europea per le politiche ambientali a livello nazionale in linea con gli obiettivi del COP21 e, come è facile intuire guardando dentro e fuori casa nostra, non ce la siamo cavata benissimo. Intitolata "EU CLIMATE LEADER BOARD WHERE COUNTRIES STAND ON THE EFFORT SHARING REGULATION – EUROPE’S LARGEST CLIMATE TOOL" è stata realizzata da Carbon Market Watch e Transport & Environment Su 27 Paesi in lista, l'Italia è riuscita a piazzarsi in 20esima posizione, nella categoria “Very Poor”. ‘Ci sono 7 Paesi dopo di noi', verrebbe da dire per consolarsi, in realtà non è così. La ventesima posizione infatti la occupiamo a pari merito, o demerito, con altri sei Paesi. A conti fati quindi siamo in penultima posizione.

È un vero peccato perché a parole il nostro Paese se l'era giocata benissimo. A Parigi infatti, in occasione del COP21 per decidere come gestire le emissioni ed evitare un incremento oltre i 2 gradi delle temperature globali, il nostro Paese aveva votato per una netta riduzione. Alla parole però non sono seguiti i fatti, e non stanno seguendo. Insomma, alla nostra volontà di essere green non corrisponde la realtà e così otteniamo in totale solo 9 punti (ci portiamo a casa 3 zeri su 5 categorie).

Per darci un'idea del risultato ottenuto dobbiamo necessariamente ai punti ottenuti dagli altri.

Prima in classifica, alzi la mano chi si sorprende, è la Svezia, con 67 punti che le permettono di inserirsi nella categoria ‘Buono', quella ‘Eccellente' per ora resta vuota. Seconda posizione per la Germania, con 54 punti, terza la Francia con 53 punti. Seguono Cipro e il ReGno Unito.

Sulla nostra stessa barca, quella dei ‘Very Poor' che hanno totalizzato solo 9 punti, troviamo Repubblica Cieca, Spagna, Croazia, Lettonia, Lituania e Romania. Chiude la classica, con due punti, la Polonia.

Questa classifica è una vera doccia fredda e la dimostrazione che abbiamo ancora molto da fare per essere anche noi tra i protagonisti che riusciranno a salvare le sorti del nostro Pianeta.